SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Si incomincia a vedere la Samb operaia che voglio io. Stiamo diventando una squadra».
Enrico Piccioni sorride. Contro la Sangiovannese è arrivato l’ottavo punto della sua gestione. Se nel computo ci mettiamo anche i due incontri di Coppa Italia contro la Cisco Roma, allora l’allenatore della Samb può fregiarsi di una serie positiva pari a sei partite.
«Il merito è dei ragazzi che stanno facendo bene. In campo ci vanno loro» si sminuisce Piccioni, ancora imbattuto. Poi aggiunge: «Sto cercando di trasmettere loro il mio modo di vedere in calcio. Stanno assumendo la mentalità giusta: si aiutano, si sacrificano e fanno pressing».
Una squadra che per trovare la concentrazione ha deciso di cucirsi le bocche, subito dopo l’avvento di Piccioni. «Sono cose che capitano tante volte nel calcio. Adesso ritengo sia più una questione scaramantica. Da quando stanno in silenzio non abbiamo più perso. Ma non hanno assolutamente nulla contro i giornalisti».
Torniamo alla partita. «Abbiamo fatto un buon primo tempo, giocando con intelligenza e creando diverse opportunità. Dopo essere passati in vantaggio ci siamo sbloccati a livello mentale. Dispiace che sul 3-0 non abbiamo tenuto abbastanza palla: penso a Visi che ci teneva a non prendere gol».
Nonostante davanti avesse una Sangiovannese che nel secondo tempo si è sciolta come neve al sole, la Samb è parsa in crescita, specie a centrocampo.
«Mi fa piacere soprattutto una cosa: che il primo gol sia venuto su uno schema provato in allenamento, con l’inserimento di Giorgino in area di rigore – fa notare Piccioni – Significa che in settimana si lavora bene. Il nostro gol in fuorigioco? Non lo so, l’arbitro non ha fischiato per cui ce lo prendiamo. Ferrini? Ripeto quanto ho detto già nelle settimane passate: l’ho sempre visto giocare a centrocampo, sin dai tempi del Cesena. Per cui per il sottoscritto non si tratta di una novità».
Mercoledì si torna in campo: a Potenza la Samb si gioca l’ennesimo spareggio salvezza: «Da qui a Natale sarà sempre così. Troveremo un ambiente caldo? Ci siamo abituati, anche quello di San Benedetto lo è. Stiamo crescendo e con i risultati sta arrivando anche quella sicurezza e quella consapevolezza di potercela giocare contro tutti che finora ci mancavano. A Potenza il turn over? Ho 27 giocatori a disposizione, vedremo se farò riposare qualcuno».
Domenica sera la Samb è tornata di nuovo in ritiro in vista dell’impegno infrasettimanale a Potenza.

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