SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Samb al quart’ultimo posto della classifica, la messa a norma dello stadio Riviera delle Palme che continua a tenere banco e le frizioni con una parte della tifoseria. Mettiamoci pure il momentaccio che il calcio, in generale, sta attraversando. La famiglia Tormenti non può certo dire che l’anno si concluderà nel migliore dei modi. Sul “tavolo” problematiche e nodi tutti da sciogliere.
La tentazione è troppo forte. E allora facciamola questa benedetta domanda: a fronte del quadro che si è venuto a delineare i Tormenti hanno mai pensato di lasciare la Samb?
Risponde il presidente Gianni: «E’ normale che in certi momenti da parte nostra ci possa essere un certo scoramento. Ci stiamo trovando di fronte a tante difficoltà, ma finché avremo la forza di reagire andremo avanti. E’ vero che nella vita non si può mai dire mai: se domani arriva un’offerta alla quale non si può rinunciare la si prende in considerazione. I Tormenti comunque sono ancora determinati ad andare avanti con il loro progetto. I problemi sono fatti per essere affrontati e risolti».
Torniamo a parlare di calcio: domenica al Riviera arriva la Sangiovannese. Anche stavolta la Samb è obbligata a vincere.
«E’ sicuramente una gara importante, sotto tutti gli aspetti. Per il morale dei ragazzi – siamo curiosi di vedere se dopo i tre risultati utili di fila hanno preso coscienza dei loro mezzi – e per la classifica, perché giochiamo contro una diretta concorrente per la salvezza e abbiamo bisogno di continuità. Spero di non rivedere gli stessi errori commessi contro la Massese: il pubblico merita di vedere gioco, grinta e risultati anche in casa».
Dopo la Sangiovannese due trasferta consecutive: mercoledì a Potenza e domenica a Salerno. Sarà fondamentale contro i toscani mettere fieno in cascina.
«E’ normale che stiamo preparando la partita per vincere, ma loro non verranno per perdere. Non sarà facile. Speriamo bene, perché incamerare 3 punti equivarrebbe a prenderne 6: primo perché incontriamo la Sangiovannese, secondo perché in virtù delle partite difficili che attendono le squadre in fondo alla classifica (il Martina è di scena a Perugia, la Juve Stabia a Gallipoli, ndr) abbiamo la possibilità di distanziarne qualcuna. Insomma la posta in palio è altissima, ma non dobbiamo commettere l’errore di voler vincere subito. Ci vorrà pazienza e attenzione».
In vista di questo momento decisivo per il campionato avete predisposto tre ritiri consecutivi.
«Abbiamo preso questa decisione per dimostrare ai giocatori che siamo loro vicini. Tutti noi faremo il massimo per uscire da questa situazione. Rimarremo insieme e parleremo, ci confronteremo, vivremo il calcio per tutta la settimana, tenendoci fuori da chiacchiere e distrazioni. Dobbiamo restare il più uniti possibile. Ci auguriamo di mantenere questo trend positivo e presentarci alla gara con il Taranto, l’ultima prima della sosta, nella migliore delle condizioni. Passare il Natale con uno spirito diverso sarebbe il massimo. Proprio come è successo l’anno scorso».
Nelle ultime settimane si è spesso parlato dei tifosi e delle numerose multe che ha dovuto pagare la società. Ha qualcosa da aggiungere?
«La squadra in questo momento ha bisogno del loro sostegno. Il pubblico di San Benedetto quando vuole sa far sentire i giocatori la squadra più forte. Chiedo loro una manifestazione di civiltà: i cori e i petardi sono episodi che non portano a nulla, se non a fare del male alla società e alla città intera».
Chiudiamo con una questione lasciata in disparte da un po’ di tempo: quella del centro sportivo.
«Adesso la priorità spetta alla messa a norma dello stadio. Dopo penseremo al centro sportivo. Ed è un discorso che ci sta a cuore: ci sembra finora di avere dimostrato di avere ridato vigore al settore giovanile, che è l’anima di una società di calcio. Non vogliamo fare scappare i giovani del nostro territorio, ma certo servono strutture e non chiacchiere».

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