SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Siamo di fronte a un “caso” Olivieri? L’attaccante della Samb in questo scorcio iniziale di stagione sta rendendo molto al di sotto delle sue possibilità. Tanto che mister Piccioni, dopo il derby di Ancona, ha ammesso: «Nikola va recuperato sia dal punto di vista fisico che mentale».
I tifosi nell’ultimo periodo l’hanno preso parecchio di mira. Spesso fischiato – a dire il vero succedeva anche l’anno scorso – si è persino accentuato quel difetto di continuità che Olivieri si porta, da sempre, dietro.
Martedì, nel consueto incontro con la stampa, l’allenatore rossoblu è tornato sulla questione: «Purtroppo in questo momento quando non gli riesce la prima cosa si abbatte e poi il resto viene da sé. Se gli ho parlato? L’ho fatto, certo. Continui a lavorare sereno. Di recente ha vissuto un paio di settimane terribili: la febbre, il torcicollo, una serie di problemi fisici che ne hanno condizionato il rendimento. Se contro la Sangiovannese gli concederò un turno di riposo? Non lo so, è presto per dirlo».
I NUMERI. Olivieri finora ha collezionato 13 presenze (è rimasto fuori solo a Pescara e a Martina). Nove quelle da titolare; le restanti è entrato a gara in corso. In totale ha accumulato 893′ (recuperi esclusi).
La media voto assegnatagli dal nostro settimanale Riviera Oggi è pari a 5,68. Meglio di lui hanno fatto ben dieci calciatori rossoblu.
TANTE SQUADRE ALLA FINESTRA. Gli osservatori di diverse squadre di A (Siena, Torino e Udinese su tutti) e altrettante di B (Modena e Triestina, per esempio), continuano comunque a seguirlo.
Olivieri piace, ha numeri d’alta scuola e, sulla carta, robusti margini di crescita. «Qualcosa è cambiato rispetto all’anno scorso» ammette però il suo procuratore Alessandro Pellegrini. «E lo hanno notato anche le squadre che lo stanno seguendo. Qual è il problema di cui soffre? Secondo me è solo un fatto psicologico: la Samb è la sua squadra, magari quando entra in campo vorrebbe strafare. Non sbaglia per superficialità o negligenza. Ma va anche detto come adesso, rispetto alla stagione passata, Nikola sappia sacrificarsi molto di più per i compagni».
Quanto alla possibilità di una cessione, Pellegrini è molto chiaro: «Non credo si possa parlare di un’operazione dietro l’angolo. E comunque dipende tutto dalla famiglia Tormenti. A gennaio? Ripeto: spetta alla proprietà decidere quando sarà il momento. Se mai ci sarà qualcosa ne parleremo insieme. Prima però credo che Olivieri debba giocare almeno tre o quattro partite di un certo livello. Solo così potrà convincere qualche club di categoria superiore a investire su di lui».

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