SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Comune di Ascoli e il Comune di San Benedetto sembrano aver definitivamente messo da parte tutte le polemiche sullo sviluppo della Riserva naturale regionale della Sentina.
Nell’ottica dei bandi per i fondi comunitari 2007-2010, infatti, i due enti hanno firmato un accordo di partnership per la valorizzazione integrata della Sentina, che per gran parte territorio di proprietà ascolana.
«Finalmente si è capito che per la Sentina occorre muoversi insieme e parlare con una sola voce», ha commentato l’assessore all’Ambiente Paolo Canducci.
Entro pochi giorni il Comune presenterà alla Provincia di Ascoli le schede progetto per i fondi Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e tra febbraio e marzo saranno resi noti i bandi europei. La Provincia di Ascoli, compreso il territorio della nuova Provincia di Fermo, ha un monte risorse disponibile di circa 13 milioni di euro.
Anche le altre schede progetto del Comune sambenedettese sono stati elaborati in associazione con degli altri enti locali, perché questo richiede il documento strategico approvato dalla Regione Marche.
CORSI D’ACQUA In campo ambientale, San Benedetto è capofila nel progetto di rinaturalizzazione e riqualificazione dei piccoli corsi d’acqua e dei fossi della zona costiera, insieme con i Comuni di Grottammare, Monteprandone, Acquaviva, Ripatransone.
MUSEO DIFFUSO DEL MARE Per le iniziative culturali, è stato presentato un progetto di apertura di molteplici spazi espositivi nelle aree archeologiche e nei monumenti del territorio. Partecipano Grottammare, Acquaviva, Cupra Marittima, Ripatransone e Massignano.
IL CICLOTURISMO Gli stessi Comuni chiederanno risorse per realizzare un circuito di percorsi ciclabili costieri e interni, destinati al turismo ma anche alla “mobilità dolce” dei cittadini.

«Cerchiamo di reperire risorse per la crescita di un territorio nella sua complessità, è una promessa del nostro programma elettorale che si realizza», afferma l’assessore con delega alle Politiche Comunitarie Antimo Di Francesco.

Nei fondi del Fesr, oltre al patrimonio naturalistico e al marketing territoriale, le proposte dei Comuni potranno anche riguardare le riconversioni dei siti industriali dismessi per farli diventare luoghi di “servizi territoriali innovativi”.
Se i progetti degli enti locali della Provincia saranno giudicati validi, potranno accedere anche a quote dei fondi destinati allo sviluppo rurale e alla pesca.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 869 volte, 1 oggi)