SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Massimo Urbani ha presentato Floaryana Social Business, una società nata per esportare beni, conoscenze e buone pratiche fra nazioni asiatiche ed europee. Formare individui e personale tecnico, puntare sulle capacità delle persone, sul rispetto delle leggi, dell’etica degli scambi e dello sviluppo, sul “rispetto del reciproco rispetto”: Floaryana è tutto questo e anche di più, sottolinea con naturale empatia il suo deus ex machina.
Un ponte fra San Benedetto, l’Italia, la Cina, la Corea del Sud e la Corea del Nord, un paese quest’ultimo che Urbani conosce molto bene.
L’uomo è personaggio a tutto tondo: 52 enne sambenedettese purosangue, figlio dei fondatori del centralissimo Caffè Florian, diplomato al Conservatorio, laureato in Medicina e Chirurgia con specializzazioni in Chirurgia Generale, Ostetricia e Ginecologia. Esperto di cooperazione internazionale nel settore dei servizi sanitari, ha gestito ospedali e svolto attività di formazione e consulenza in tutto il mondo, dal 1987 al 2007: Zimbabwe, Iran (sua moglie è originaria proprio della Persia), Algeria, Somalia, Camerun, Ruanda, Uganda, Repubblica Popolare di Corea. E proprio nel paese asiatico che Urbani sembra aver lasciato il cuore.

«Credo in uno stare con gli altri reale, non per sentito dire. Floaryana punta sulle capacità delle persone, aiuta le imprese a “esportare” rispettando leggi ed etica; non esportare i soldi, ma il rispetto e la conoscenza», dice Urbani con il suo tono quasi mistico.
Floaryana è una cosa seria, e lo si vede dal sito web [CLICCA QUI] e dall’organigramma societario: sette aree operative (energia, abbigliamento, sanità, ambiente, bio agroalimentare, habitat, trasporti), sette aree di supporto per progetti nei campi artistico-culturale, amministrativo, logistico, pubbliche relazioni, norme Iec, web designer, commerciale.
Le sedi di rappresentanza sono a San Benedetto del Tronto, Ospedaletto, Roma, Pechino, Seoul, Pyongyang.
Spiega Urbani: «L’intento di Floaryana è quello di dare la possibilità di conoscere e farsi conoscere, attraverso attività ed iniziative, per la realizzazione di scambi con l’estero, al solo fine di produrre benessere degli individui, principalmente di sesso femminile».

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