RIPATRANSONE – Il quarto sfratto in dieci anni di attività è veramente troppo per Claudia e Gioacchino Bruni, i responsabili di San Benedetto che hanno reso possibile la nascita della Casa-famiglia Manuela: l’edificio di due piani sistemato e adeguato alle normative vigenti, dovrà essere lasciato entro la fine di giugno 2008 perché i proprietari vogliono rientrare in possesso della costruzione.
La Casa-famiglia Manuela, una struttura della comunità Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi, al momento è composta da 12 persone: portatori di handicap, ragazzi affidati dal Tribunale per i minori di Ancona, persone che vivono una situazione di difficoltà ma che sono riuscite ad integrarsi nel tessuto sociale di residenza.
Allontanarsi dalla Casa-famiglia «significa cambiare scuola, insegnanti, amici e volontari, un trauma ulteriore – spiega la volontaria Fabrizia Zappasodi – che si aggiunge ai disagi che ogni giorno queste persone devono affrontare».
Nessuna polemica da parte dei volontari, solo una richiesta di aiuto per trovare una nuova collocazione: una casa o un terreno edificabile: «Le associazioni locali si sono rese disponibili a raccogliere fondi da destinare alla Casa-famiglia – ci spiega Sandro Pizzingrilli volontario di Ascoli Piceno – il problema è trovare un posto che sia vicino alla vecchia residenza e magari anche alle strutture sanitarie. Per questo vogliamo lanciare un appello per sensibilizzare non solo le amministrazioni comunali ma anche i privati cittadini che abbiano voglia di aiutare queste persone in difficoltà».

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