ANCONA – Per 80 minuti ha sofferto da morire, su quella panchina dello stadio Del Conero. Forse si sarà anche pentito, di aver deciso, per la prima volta da inizio stagione, di seguire la sua Samb dal campo. Il gol di Curiale ha rimesso le cose a posto. Gianni Tormenti in sala stampa ha potuto sintetizzare: «Non è una questione di tecnica, è solo questione di testa».
Il numero uno rossoblu elogia la tenuta psicologica della squadra di Piccioni: «Non c’è stato quel timore reverenziale che ci ha bloccato spesso. Abbiamo tirato fuori il meglio quando non avevamo nulla da perdere, reagendo mentre ci poteva cadere il mondo addosso. La Samb di due mesi fa non avrebbe mai raddrizzato una partita come questa? Credo che oggi il gruppo sia più unito, con più voglia di fare bene. Se continuiamo così ci tireremo fuori dalle zone buie della classifica».
Ripeterà l’esperimento di accomodarsi in panchina? «Può darsi. Non stavo in panchina perchè non mi fido dello staff tecnico, ma per far capire ai ragazzi che siamo una grande famiglia. Oggi anche chi aveva problemi fisici è voluto venire lo stesso, e soffrire insieme agli altri. L’espulsione di Galeotti? Non ho visto bene l’azione, ma non mi sembrava un fallo da rosso diretto. Ora bisogna dare il massimo nelle quattro partite prima di Natale, e poi stabilire se tornare sul mercato».
I TIFOSI Bombe carta e fumogeni, perciò anche multe alla società. Cosa ne pensa Gianni Tormenti? «Sulla stampa avevo invitato a lasciar perdere cose del genere. Gli sfottò ci stanno, sono folcloristici, e ci sta pure la contestazione, ma le bombe carta sembrano fatte solo per colpire la società. Non facciamo di tutta un’erba un fascio, però, perchè sono piccoli gruppi che si comportano così. E isolarli sta agli stessi tifosi “buoni”, che sono la maggioranza».
NUCIFORA «La prestazione contro l’Ancona mi ha mostrato una grinta e un carattere immensi» ha detto il direttore sportivo rossoblu. «Non era facile pareggiare in dieci con una squadra che grazie al successo del Pescara sulla Salernitana era virtualmente prima in classifica. Voglio lodare l’ottimo lavoro di Piccioni, ancora imbattuto, nonostante qualcuno della stampa stenti ancora a dargli fiducia».
«E poi faccio i miei complimenti ai vecchietti Visi e Palladini. Forò? Bravo anche lui. Morini sempre dal primo minuto? Le decisioni tecniche non sono il mio campo, non mi esprimo».

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