VAL VIBRATA – La convocazione immediata – da parte della sezione provinciale e regionale del Partito Democratico – di un tavolo di discussione in cui, insieme alle altre forze politiche, venga discusso il nuovo Piano Sanitario Regionale: è quanto chiede attraverso una nota Alberto Pompizi, presidente del “Comitato per la Salute in Val Vibrata” ed esponente dello SDI. Dopo la riunione tenutasi nel corso del consiglio comunale di Nereto lo scorso venerdì 23 novembre e nel quale si è affrontata la questione dei drastici tagli avuti negli ultimi anni su posti letto, personale e servizi sanitari presso l’ospedale di Sant’Omero, il presidente del comitato chiama stavolta direttamente in causa i partiti politici, i cui rappresentanti dovrebbero, in teoria, offrire il massimo impegno per risolvere i disagi dei cittadini che li hanno sostenuti con il loro voto.

«Terminata la fase di preparazione dei costituendi Partito Democratico e Partito Socialista – esordisce la nota – le federazioni del centrosinistra debbono necessariamente tornare alle discussioni aperte a giugno 2007 per l’elaborazione di una proposta unitaria sul nuovo Piano Sanitario Regionale. Tali incontri sono necessari ed urgenti, per intervenire sull’operato del dott. Molinari, Direttore generale della Asl di Teramo, la cui politica aziendale è finalizzata ad una regressione e mortificazione dei quattro ospedali teramani.

Giochi di potere ed interessi politici – prosegue il comunicato – stanno impoverendo la già maltrattata sanità teramana a danno dei cittadini e delle classi sociali più deboli.

La sezione provinciale dello Sdi ritiene fortemente negativo l’operato dell’attuale manager alla guida delle quattro strutture sanitarie, e talmente “nocivo” da dover essere sostituito prima del nuovo anno, per evitare ulteriori danni alla sanità pubblica locale.

La discussione dell’imminente piano Sanitario Regionale da parte delle varie forze politiche pertanto, è una necessità non più prorogabile. Se i partiti non riusciranno a fare chiarezza sulle vicende che stanno interessando i quattro presidi ospedalieri di Teramo e provincia – conclude Pompizi – dovranno rispondere del loro operato e della loro inefficienza ai cittadini. Bisogna lavorare alacremente affinché si possa avere una sanità ben diversa da quella che ci viene offerta attualmente nel teramano».

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