Oculistica. Il reparto che è stato “fantasma” per tanti anni sta attirando in questi giorni un’attenzione che non ci aspettavamo. Ci sono giunte ieri in redazione altre proteste per un comportamento perlomeno strano. Riassumo così il loro disappunto: «Dopo che il nostro intervento operatorio era stato posticipato, ci aspettavamo un trattamento normale. Invece no: pazienti che, senza l’arrivo del dottor Cocca qui a San Benedetto, sarebbero stati operati in Ascoli, hanno avuto un trattamento di privilegio. Noi che avevamo appuntamento per la prima mattinata abbiamo dovuto aspettare l’intervento ai quattro (per fortuna, almeno questo, sambenedettesi) pazienti di Cocca. Non è che fare la fila in ospedale ci abbia meravigliato ma, almeno in questo caso, la scorrettezza nei nostri confronti ci è sembrata evidente». Uno di loro ha aggiunto, papale papale: «A questo punto è chiaro che noi siamo semplicemente vittime dei “dispetti” che stanno facendo al dottor Finicelli; probabilmente per costringerlo ad andarsene». Insomma pazienti vittima di beghe personali e conferma di quanto abbiamo già scritto: ricorso al mobbing o ad altro per “eliminare” il medico sambenedettese. La nostra ipotesi si starebbe concretizzando.
Al di là di tutto e del male (nessuno ha ancora spiegato in modo esuriente che non è vero) che si sta facendo al nostro nosocomio, non riesco a capire per quale motivo il dottor Cocca non esce allo scoperto, comunicando alla città le sue intenzioni e cioè come intende dirigere un reparto, abbandonato per anni poi entrato in confusione: prima con l’arrivo del dottor Olivieri poi di Finicelli, medici specialisti giovani e molto stimati in città. I sambenedettesi dovranno prenotarsi al cup di Ascoli senza sapere in quale sala operatoria verranno operati? Che parte avrà il dottor Finicelli nel futuro del reparto?
Il silenzio non aiuta nessuno, al limite può servire per coprire qualche magagna, scegliendo quel sistema che va alla grande in politica: l’importante è non parlarne. Così il popolo dimentica prima. Una strategia niente male.
Noi che, invece, vogliamo collaborare con i cittadini ed informarli correttamente, ne parleremo sempre di più.
Un altro particolare che mi ha colpito in questa vicenda è che i pazienti non hanno avuto timore di fare le loro rimostranze, smentendo il detto: meglio star zitti quando c’è di mezzo la salute…
Insomma chi dovrebbe parlare sta zitto, chi dovrebbe tacere parla.

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