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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Attualmente a San Benedetto sono attivi due asili nido gestiti dal Comune, La Mongolfiera in via Manzoni e Il Giardino delle Meraviglie in via Mattei, per una ricettività autorizzata di novanta posti, di cui però meno di sessanta realmente fruibili. Le richieste quest’anno sono state però circa il doppio.

Su proposta dell’assessore alle politiche sociali Loredana Emili, il consiglio comunale ha da tempo approvato il potenziamento degli asili nido comunali tramite un convenzionamento con un ente privato da individuare attraverso un bando di gara.

La zona prescelta sarebbe stata quella di Porto d’Ascoli, proprio a causa di una maggiore e crescente domanda. Un’indagine anagrafica ha difatti evidenziato che in un terzo del territorio comunale, ovvero la zona che va dal confine sud del quartiere Ragnola al confine sud della città, risiedono 519 bambini in età compresa tra 3 mesi e 2 anni e mezzo, mentre nei restanti due terzi ve ne sono 668.

Il problema è che già dalla scorsa estate si vociferava sull’imminente apertura di un terzo nido, accendendo le speranze di tante mamme lavoratrici, ma addirittura a fine settembre il settore Servizi Sociali del Comune ha pensato bene di inviare a tutti i genitori i cui figli erano in lista d’attesa per il servizio richiesto, una lettera firmata dal sindaco in cui si confermava l’apertura della struttura entro la prima decade di novembre. Ora finalmente le speranze dei genitori diventavano certezza.

La lettera assicurava non solo l’imminente apertura, ma la disponibilità per una trentina di bambini ad usufruire del servizio fino alle 18 e per 11 mesi all’anno, un’estensione temporale dunque maggiore di quella dei due nidi già presenti. Tante famiglie che, non essendo rientrate nei due asili già esistenti, si erano già mobilizzate per trovare una diversa soluzione per i propri piccoli hanno allora deciso di fermarsi e di aspettare questa prossima apertura. In fondo mancava poco più di un mese.

Siamo ormai a fine novembre e il nido non è stato attivato. Scopriamo che la lettera era già stata inviata alle famiglie prima della realizzazione di un bando di gara per l’individuazione di tale nido. Quindi nulla di certo al momento dell’invio della lettera.

Attualmente i servizi sociali ci spiegano che il privato con cui effettuare il convenzionamento è stato individuato, ma nessuno ci dice in quale zona del territorio comunale, e affermano inoltre che ci sono stati dei ritardi e che probabilmente ci sarà un’inaugurazione della struttura prima delle vacanze natalizie (forse per tenere a bada i genitori) ma che il servizio sarà fruibile da gennaio.

Proprio davanti all’ingresso del settore servizi sociali abbiamo incontrato alcune mamme che si erano recata a chiedere delucidazioni. La mamma di Francesco, 16 mesi, ci dice: «Non avrei chiesto di usufruire del servizio se avessi la disponibilità dei nonni. Né mi lamento del fatto che non ci siano posti per tutti i bambini, la ritengo una cosa normale. Mi sento però presa in giro.

Avrei potuto cercare un asilo privato a settembre ma vista la promessa del Comune ho deciso di aspettare e di arrangiarmi come potevo per un altro mese. Il risultato è che ora anche i nidi privati sono pieni e non trovo più posto da nessuna parte».

I gentiori di due gemelli: «Il comportamento è stato scorretto e inqualificabile, in quanto non si manda una comunicazione a casa sottoscritta dal sindaco se non si ha la certezza di ciò che si comunica».
Infine la mamma di una piccola di undici mesi: «Sto pagando una baby sitter visto che ormai è tardi per rivolgersi ad un nido privato ma, se continuerà così sarò costretta a lasciare il lavoro dato che la baby-sitter mi costa più di quanto io guadagno».

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