MARTINSICURO – «La decisone di rivedere la concessione demaniale per la costruzione del nuovo chalet attrezzato per i disabili – spiega l’assessore al Demanio Vagnoni – non è dovuta ad una mia avversione verso l’associazione Anffas o ad un mio distacco verso le problematiche sociali, cosa di cui sono stato accusato, bensì per ragioni prettamente tecniche. La zona da destinarsi allo stabilimento in questione, a nord della “Casabianca” è soggetto a forte erosione, per cui non ci sono le condizioni più adatte per la realizzazione di uno chalet. Manca in pratica lo spazio fisico necessario per la costruzione della struttura, per cui la decisione di revocare la concessione sarebbe stata presa con qualsiasi stabilimento balneare».

«Il fatto che quell’area era stata destinata all’Anffas – ha proseguito l’assessore – è stata occasione per alcune persone per strumentalizzare la cosa e formulare accuse ingiuste nei miei confronti. Mi hanno dipinto come una persona insensibile e avversa ai disabili, quando invece ritengo molto importante che vengano affrontate a Martinsicuro questioni prioritarie per fare in modo che le persone con problemi sia fisici che mentali possano usufruire al meglio del nostro territorio».

«Ad esempio nel nuovo Piano Siaggia abbiamo messo come condizione essenziale per la costruzione dei nuovi chalet la presenza di servizi per i disabili, in modo tale che possano avere libero accesso a tutte le strutture. Anche quelle già esistenti poi dovranno adeguarsi a fare altrettanto», precisa Vagnoni.
Vagnoni ha annunciato anche per i prossimi giorni un incontro con l’associazione di volontariato Anffas per discutere la questione e cercare di individuare una possibile soluzione a riguardo. Certo è che se la concessione fosse revocata, l’Anfass dovrebbe di nuovo presentare il progetto che era già stato precedentemente approvato e che ha avuto il via libera sia dalla Regione Abruzzo che dal Dipartimento per gli Affari Sociali della presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il progetto “Adriatico Handisport” così come illustrato da Daniela Corsi, presidente dell’Anffas, prevede la realizzazione di uno stabilimento in cui non solo le persone con problemi fisici anche gravi possano avere accesso alla spiaggia o in acqua tramite apposite strutture, ma l’intera architettura dello chalet sarebbe concepita per inserire i disabili in un contesto anche lavorativo.

«Nel progetto – ha spiegato la Corsi – è prevista ad esempio la realizzazione di un bancone che permetta ad un disabile in carrozzina di preparare un caffè. Questo perché l’intento che ci siamo posti è quello di offrire alle persone con disabilità fisiche o mentali di inserirsi in un contesto lavorativo e sociale che li faccia sentire realizzati. Lo chalet – ha concluso il presidente dell’associazione – dovrebbe essere il fiore all’occhiello del Comune per il potenziale bacino di turisti disabili che spesso sono costretti ad usufruire di stabilimenti balneari non attrezzati per le proprie esigenze».

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