SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I guasti tecnici alla Tac dell’ospedale civile “Madonna del Soccorso” e i disagi continui arrecati ai pazienti finiscono sulla scrivania del ministro della Salute Livia Turco.
L’Assemblea Territoriale di CittadinanzAttiva ha infatti rivolto un appello mediante una lettera, indirizzata anche ai vertici regionali dell’Asur e all’assessorato alla Sanità, ritenendo scandaloso quello che sta avvenendo da anni a scapito dei pazienti che si rivolgono al Pronto Soccorso e alla Radiologia della Zona Territoriale 12.
Puntualmente, per improvvisi guasti tecnici, l’apparecchiatura medica smette di funzionare, più volte l’anno e per diversi giorni ogni volta che si rompe.
Si legge nella lettera inviata alla Turco dal movimento civico: «Una Tac rotta produce solo disagi per i cittadini che, per effettuare una diagnosi d’urgenza, si vedono trasportati all’ospedale di Ascoli Piceno, oppure in qualche clinica privata, percorrendo spesso strade dissestate. San Benedetto del Tronto è una città turistica sul mare, distante da altri ospedali con Pronto intervento sanitario, che nel periodo estivo supera le 100 mila presenze, che effettua da Pronto Soccorso oltre 50 mila prestazioni all’anno, con tutto ciò che da questo discende; inoltre è punto di riferimento di tutto l’hinterland, composto da tanti paesi, sia piceni che del confinante Abruzzo. Come si può pensare – continua la lettera – di potersi permettere una Tac rotta quando in un Pronto Soccorso questo esame rappresenta uno dei primi iter diagnostici nella traumatologia. Come si può pensare di trasportare per chilometri pazienti a rischio o con emorragie cerebrali a causa di traumi cranici, ictus, aneurismi… Come si può pensare di fronteggiare le liste di attesa quando una Tac rimane ferma sino a sei giorni consecutivi e più volte l’anno?».

La Tac del “Madonna del Soccorso” spesso si è guastata nei periodi festivi, quando risulta difficile rintracciare il tecnico specializzato per aggiustarla; l’apparecchiatura è stata acquistata tramite un appalto senza previsione della manutenzione quindi, ogni volta che il tecnico viene chiamato, la Zona Territoriale di competenza deve sborsare somme alquanto ingenti.
La cosa più paradossale è che l’acquisto del nuovo macchinario, in una nazione normale, sarebbe stata già cosa fatta. Perché? Per il fatto che esistono già i fondi, grazie anche alla donazione di una fondazione. Ma la burocrazia frena con i suoi rimpallanti indugi l’iter del bando di gara e l’acquisto.
Questa la proposta di CittadinanzAttiva: «Essendo stato superato ogni limite di decenza, nell’interesse esclusivo dei pazienti, proponiamo di far pervenire presso l’ospedale di San Benedetto del Tronto una Tac da prendere in affitto, in attesa dell’arrivo della nuova. Ci auguriamo che chi è preposto, provveda, immediatamente».

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