RIPATRANSONE – Non c’è pace per l’amministrazione comunale ripana. Dopo le polemiche di Alleanza Nazionale, si fa sentire anche il gruppo di Azione Sociale ripano che, per voce del Centro di Coordinamento Provinciale, critica il modus operandi del sindaco D’Erasmo.

Al centro della polemica, la dichiarazione del sindaco di Ripatransone che, commentando una vicenda risalente al 2005, quando un ristoratore venne accusato da un cliente per la scelta di esporre bottiglie di vino con la figura del Duce, ha criticato la scelta del titolare del ristorante.

Pubblichiamo qui di seguito parte del colorito comunicato stampa del Coordinamento Provinciale di Azione Sociale di Ascoli Piceno, firmato da Mauro Cesari (coordinatore provinciale di Ascoli Piceno) e Luitprando Piergallini (coordinatore del Circolo “Vittorio Mussolini” di Ripatransone e consigliere comunale).

«Il Sindaco, parlando in nome dell’intera Amministrazione, primo grossolano sbaglio, si schiera dalla parte dell’avventore, vergognandosi di avere tra i suoi concittadini una persona che con tanta spontaneità dichiara le proprie idee.

Per fortuna, caro Sindaco, lei non può giudicare e tanto meno condannare nessuno e se qualcuno è sotto processo è l’avventore, non certo il gestore del locale. Lei parla e sparla di democrazia, le ricordo che nel Consiglio comunale di Ripatransone siede un rappresentante di Azione Sociale, leggitimamente eletto con il 3,3% dei consensi, che non trova affatto scandaloso il comportamento del gestore, ma condanna con fermezza l’atteggiamento dell’arrogante e presuntuoso avventore.

Cosa pensa, sindaco, delle immagini di Che Guevara che campeggiano in ogni luogo e del fatto che il Presidente del Consiglio Provinciale, Massimo Rossi, ha patrocinato, con soldi nostri, una presentazione di un libro in occasione del 40° anniversario della morte di uno dei rivoluzionari più spietati della storia?

Parliamo di una “brava” persona che ha consegnato Cuba a Fidel Castro, grande capo di stato e soprattutto esempio di democrazia. Evidentemente lei prende come riferimento della Democrazia tali figure, noi, con misurata calma, ci permettiamo di dissentire. Non faccia demagogia e pensi ad espletare il compito per cui, il popolo ripano le ha dato mandato, dovrebbe badare più alla consizione di degrado in cui si trova il centro storico, alla viabilità, ai parcheggi, allo stato delle mura comunali e all’incuria ovunque diffusa a Ripatransone».

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