Dal settimanale Riviera Oggi n.704 in edicola lunedì 19 novembre

NERETO – Si terrà venerdì 23 novembre a Nereto alle ore 18 presso la Sala Allende del Comune l’incontro tra esponenti politici e cittadini per discutere il Piano Sanitario Regionale, il cui dibattito verrà affrontato in sede di Consiglio Comunale.

Presente all’incontro anche il “Comitato per la Salute della Val Vibrata“, che da anni è impegnato sul fronte sociale per assicurare ai cittadini che le strutture sanitarie sul territorio vibratiano possano continuare ad operare con efficienza e professionalità. Il Comitato, pertanto, invita tutti i cittadini della Val Vibrata a partecipare numerosi all’incontro, per essere partecipi della discussione che interesserà la struttura ospedaliera di Sant’Omero.

In particolare il Comitato, presieduto da Alberto Pompizi, si batte affinché venga impedita la chiusura dell’Ospedale di Sant’Omero, i cui reparti hanno subito negli ultimi anni tagli drastici e notevoli ridimensionamenti del personale. Una struttura che, in passato, è stata il fiore all’occhiello della Val Vibrata per la competenza delle figure professionali che vi operavano e per il suo essere un presidio ospedaliero piccolo ma efficiente, fatta “a misura d’uomo”, che raccoglieva per questo pazienti provenienti anche da lontano, o da città come Teramo o Giulianova, che pure hanno un loro ospedale. Negli ultimi anni si è assistito ad un continuo e inesorabile degrado della struttura: quasi tutti i grandi nomi che negli anni passati sono stati a capo dei vari reparti, da Ortopedia a Chirurgia, da Cardiologia a Geriatria, si sono a poco a poco trasferiti in cliniche private, sia nella vicina San Benedetto che in altri importanti centri nazionali.

«Una delle ragioni – secondo Pompizi – potrebbe essere ricondotta al fatto che la Regione Abruzzo, visto il grosso debito che ha nei confronti di diverse cliniche private, ha pensato di nominare Direttori Generali non abruzzesi (nonostante ci fossero oltre 200 potenziali direttori generali abruzzesi nell’elenco regionale) alla guida dei presidi ospedalieri, nell’intento di indebolire ulteriormente le strutture sanitarie pubbliche ancora in salute e permettere alle cliniche private di “gestire” la sanità in Abruzzo nei prossimi anni senza grosse preoccupazioni economiche».

E in effetti sono sotto gli occhi di tutti i numerosi tagli che la struttura ospedaliera di Sant’Omero ha subito negli ultimi anni: 24 posti letto in meno, la mancata sostituzione dei primari andati in pensione, per Medicina e Ortopedia, e di due biologi del laboratorio analisi, una forte carenza di personale nei servizi territoriali annessi (Distretti Sanitari, Consultori, Servizio di Medicina del Lavoro, servizio di Fisioterapia).

Da sottolineare poi come nel teramano ci siano attualmente solo 4 ospedali, mentre nelle restanti tre province ce ne sono ben 31. Su 5609 posti letto complessivi nella regione, 1341 appartengono a cliniche private, dislocate tra Pescara, Chieti e L’Aquila. Nessuna è presente invece nella Provincia di Teramo.

«Nella nostra provincia – ha proseguito Pompizi – la “liquidazione” della sanità pubblica è avvenuta e sta avvenendo per “eutanasia” programmata ed incentivata: primari in pensione non sostituiti, reparti senza medici, servizi senza specialisti, strutture tecniche (TAC, Ecografi) che hanno oltre 20 anni di vita. Questo quadro sconsolante spinge notevolmente gli imprenditori della sanità ad aprire cliniche o ambulatori privati a Giulianova, Colonnella, Pineto, Teramo, Montorio al Vomano». Ecco perché, alla mancata risposta – nonostante i ripetuti solleciti – da parte degli esponenti regionali sul depotenziamento dell’ospedale vibratiano, si affianca il terribile sospetto che l’operazione sia mirata a dare il via libera sul territorio al proliferare di strutture private più efficienti e affidabili.

A tal proposito, quindi, questa estate il Comitato ha raccolto, attraverso una petizione popolare, circa 22 mila firme per il ripristino dei servizi e del personale addetto, consegnate al Presidente della Repubblica, al Ministero della Sanità, al Presidente della Regione, all’Assessore regionale alla Sanità, e al Direttore Regionale della Asl di Teramo. Ancora una volta nessuna risposta a livello locale, ma sia il Presidente della Repubblica che il Ministro hanno chiesto in proposito chiarimenti alla Regione.

«La petizione – ha proseguito Pompizi – avrebbe dovuto far riflettere le istituzioni affinché fosse migliorata la qualità e la quantità di prestazioni sanitarie alla popolazione della Val Vibrata. I risultati purtroppo, visti gli atti del “piano di risanamento”, dell’Atto Aziendale e la proposta del Piano Sanitario Regionale, non sono ancora soddisfacenti, e necessitano pertanto di ulteriori modifiche. Vorrei pertanto ringraziare il Comune di Nereto e il sindaco Moroni – ha concluso il presidente del Comitato – per essere stato l’unico tra i vari esponenti delle amministrazioni comunali vibratiane ad essersi interessato alla questione, e di averci dato la possibilità di discuterne in sede di Consiglio comunale».

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