ALBA ADRIATICA – Il comitato Beppe Grillo di Alba Adriatica, a un mese circa dalla sua costituzione, continua a far sentire la propria voce su questioni varie che interessano i cittadini, spesso vittime di scelte inoculate o avventate da parte di amministratori poco attenti ai bisogni collettivi. Si prefigge pertanto, con il proprio operato, di portare una ventata di novità all’interno dello stagnante panorama politico che si delinea in vista delle prossime elezioni amministrative ad Alba Adriatica.

Non ha peli sulla lingua Mario Medori, grintoso promotore del comitato ispirato al comico genovese e coordinatore del blog a cui fa riferimento il nascente Meetup di Alba. In maniera precisa e puntuale, fa una panoramica della situazione politica nazionale, per scendere poi fino alle strategie di partito a livello locale. Spiega che nelle intenzioni di Beppe Grillo, come dei suoi numerosi sostenitori che in tutta Italia si stanno organizzando in liste civiche che portano il suo nome, l’avversione non è alla politica, come erroneamente si pensa, ma alla partitocrazia.

«La politica attualmente è diventata una comica – ha esordito Medori – e i cittadini avvertono una profonda dissafezione nei suoi confronti. Il centrodestra spaventa per quello che è, mentre il centrosinistra spaventa per quello che non è. Entrambi gli schieramenti si assomigliano terribilmente, e lo hanno dimostrato in sede di Governo». Con alle spalle un’esperienza di qualche anno come tesserato Ds, se ne è poi allontanato in quanto vi ha ritrovato logiche di potere molto simili a quelle dei partiti di centrodestra, e in cui quindi non si riconosceva.

«I partiti, di qualsiasi appartenenza essi siano, sono tutti chiusi in se stessi e arroccati su posizioni di potere. Lo stesso Partito Democratico è una forma di rinnovamento politico che a mio avviso è nato morto. Lo dimostra il fatto che ai vertici si ha, sia a livello nazionale che locale, una gran parte degli esponenti della Prima Repubblica, che nel corso dei decenni non hanno fatto altro che passare da un partito all’altro».

Alla domanda su quale sia stata la causa della prematura caduta dell’amministrazione Caserta, Medori non ha dubbi: «I problemi ci sono stati nel momento in cui è venuta meno la “civicità” della lista e alcuni civici che la rappresentavano hanno ripreso in mano le tessere di partito. Quando Cesare di Felice è tornato all’interno dello SDI ha dovuto sottostare al volere del proprio partito e quindi non ha fatto nulla per evitare che l’amministrazione cadesse e i cittadini subissero un danno. La politica dovrebbe essere intesa come un servizio da elargire alla comunità e non un mezzo attraverso cui ottenere dei benefici personali. Per questo il comitato è nato al fine di promuovere un rinnovamento nella gestione amministrativa che parte dal basso, che vada a coinvolgere ogni singolo cittadino».

Tra i tanti aspetti su cui è scivolato l’argomento non poteva mancare quello dell’alluvione dello scorso 6 ottobre, che ha interessato Tortoreto e più marginalmente anche Alba Adriatica. Medori attribuisce le cause degli allagamenti non allo sviluppo urbano degli ultimi decenni, caotico o meno quale esso sia stato, ma più sottilmente alle modalità di esecuzione della costruzione dei nuovi edifici. «Sull’urbanizzazione – ha spiegato – io sono tra quelli che dicono “viva il mattone”. Bisogna però poi controllare come questo mattone venga posizionato sul territorio. In tutti i progetti di realizzazione di nuovi edifici i vari sistemi delle acque di scolo sono previsti e rappresentati nei minimi particolari al fine di assicurare una massima efficienza. Il problema poi è che quando si vanno a costruire i palazzi, spesso le ditte appaltatrici eseguono lavori risparmiando sui materiali o eseguendo solo parzialmente le strutture previste dal progetto. Ci dovrebbe essere quindi una volontà politica atta a creare apposite commissioni tecniche che verifichino la corretta realizzazione delle opere. Si sarebbe così evitato nel corso dei decenni che molti fossi e canali venissero chiusi o incanalati in tubature piccole e insufficienti a convogliare eccessive quantità d’acqua».

Tra i propositi che si prefigge il comitato ci sono anche iniziative di carattere sociale e culturale: già sono stati presi contatti con Leo Nodari, il rappresentante della sede teramana dell’associazione “Società Civile” – che nello scorso mese di maggio portò ad Alba Marco Travaglio – per organizzare prima di Natale incontri con intellettuali vari, con cui avviare dibattiti a sfondo sociale e politico.

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