Cerimonia semplice ma non meno sentita quella che si è svolta questa mattina al molo nord del porto di San Benedetto, con la partecipazione del sindaco Gaspari, della presidente del “Circolo dei Sambenedettesi” Benedetta Trevisani, che hanno deposto una corona, e di decine di persone, per celebrare i cinquant’anni dell’affondamento dei due motopescherecci “Malfizia” e “Madonna di San Giovanni”. Tra i molti presenti sia parenti delle vittime di quelle sciagure, sia cittadini.
La prima imbarcazione scomparve nel giorno dell’uscita in mare, il 28 febbraio 1957, con sette uomini a bordo (Ferdinando Collini, Filippo Olivieri, Franco Olivieri, Domenico Paci, Francesco Papetti, Luigi Pignati, Ezio Rosetti), la seconda affondò tra il 20 e il 21 novembre, con undici uomini (Manlio Agnelli, Domenico Chiappani, Pasquale Ciucci, Gianfranco Colli, Vincenzo Ferreri, Teodoro Lacchè, Pietro Liberati, Mario Palanca, Umberto Palestini (imbarcato come passeggero per raggiungere il motopeschereccio “Trieste” in zona di pesca), Leonardo Traini, Giuseppe Trevisani). Quello stesso anno, peraltro, morirono in mare anche Giuseppe Mazza, caduto in mare il 19 aprile, e Fiore Spina, colpito a bordo da improvviso malessere il 18 giugno.
Il sindaco ha ricordato l’importanza della vicinanza della città alla marineria e alla memoria di fatti che sono storia comune, auspicando che l’attenzione ai temi della sicurezza sul lavoro eviti il ripetersi di simili tragedie. Il sindaco ha inoltre invitato i presenti e la cittadinanza a segnalare fatti e circostanze utili per completare il percorso della memoria, così da allestire al porto un punto unico, con segni commemorativi dedicati a tutte le tragedie del mare.
La Trevisani, da parte sua, ha parlato di un molo nord come “percorso di formazione” per le nuove generazioni, e paventato se non la scomparsa, almeno il ridimensionamento del mestiere del mare tra i sambenedettesi. La Trevisani ha poi ripreso la proposta del sindaco, di una commemorazione unitaria delle tragedie del mare, argomento di cui si è discusso nel corso di una successiva breve riunione presso la sede del Circolo dei Sambenedettesi, cui hanno preso parte altri esponenti dell’amministrazione comunale: Giulietta Capriotti, Antimo Di Francesco, Settimio Capriotti, i consiglieri Evangelisti e Palestini, lo storico Giuseppe Merlini.
Nel pomeriggio, alle 17,30, si svolgerà la solenne messa nella cattedrale della “Madonna della Marina”, celebrata dal vescovo Gestori.

Il nipote di uno dei marinai caduto con il Madonna di San Giovanni è tornato a casa molto deluso. «Sono Pasquale Paolini e voglio raccontare tutto il mio disappunto per una grave dimenticanza di cui le autorità cittadine si sono rese protagoniste poche ore fa: sono andato al porto per la cerimonia L’APPRODO NEGATO che ricordava il 50° anniversario della scomparsa dei motopescherecci Malfizia e Madonna di San Giovanni. Un mio zio e’ scomparso in mare nella tragedia del Madonna di San Giovanni, era doveroso che mi recassi a ricordare questa persona che ha contribuito a far grande la città, molti erano i parenti presenti come molti erano i marinai in pensione amici degli scomparsi, armatori, marittimi, autorità militari e dulcis in fundo come da copione le autorità civili, sindaco in testa con fascia tricolore al seguito, tutta la giunta, consiglieri vari, tutto in pompa magna, non mancava nessuno. C’era pure la corona di alloro, ma una cosa mancava, e sì, signori, mancava la lapide, dico un pezzetto di marmo ad imperitura memoria con i nomi dei disgraziati marinai delle due imbarcazioni. Sono stati stampati i manifesti che avvertivano della cerimonia ma nessuno ha pensato a chiamare un marmista per commissionargli il lavoro. Io ed altri astanti abbiamo fatto presente alle autorità che, visto l’anniversario, era doveroso scoprire una lapide anche perche per cinquantanni non se ne è mai parlato. Ecco la loro risposta: «Non ci abbiamo pensato, potevate ricordarcelo».
Forse della memoria storica occorrerebbe ricordarsi anche durante la presentazione delle liste elettorali. Lo dico senza alcuna polemica ma ho l’impressione che nelle “stanze dei decisioni” manchino rappresentanti storici delle tradizioni marinare sambenedettesi: la nostra storia è quasi tutta lì.

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