«La difesa del nostro ospedale rappresenta la battaglia politica più utile per la “povera gente” perchè chi ha i soldi si sceglie le cliniche eccellenti. Sgomenta assistere all’indifferenza o addirittura alle complicità che le forze politiche di sinistra stanno dimostrando in questa vicenda. Del resto tutto si spiega nel collateralismo al governo regionale anche per le complicità nella gestione clientelare delle ASL», è il commento di Antonio Felicetti, del Partito Repubblicano.
Felicetti dà la colpa alle forze politiche di sinistra ma forse non è esattamente così. I poteri nostrani di sinistra non la pensano allo stesso modo, tra loro c’è grande divergenza di vedute nonostante… il Partito Democratico.
La base non la pensa come certi vertici per cui l’ospedale (e non solo) sta diventando strumento di una divisione della quale, come è successo al centrodestra per altri motivi, pagheranno il dazio alle prossime consultazioni elettorali.
Devo tornare su Giuseppe Petrone, direttore generale del nostro nosocomio, che ha detto: «Dovremo elaborare un progetto, bla, bla.., solo dopo si saprà se Ancona ha scherzato oppure no».
Roba da matti ma a noi non fa ridere affatto. Inconsapevolmente, a conforto della tesi di chi vuol bene a San Benedetto, sono giunte le parole del sindaco di Ascoli, Celani: «La Regione farà di noi (ospedale “Mazzoni” e “Madonna del Soccorso) due grandi poliambulatori»
Ma se il “Mazzoni” diventerà un Poliambulatorio, il “Madonna del soccorso” si ridurrà a infermeria. Certamente, un sindaco di centrodestra, non poteva complimentarsi con la “sinistra” Regione Marche.

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