Diceva bene il giornalista-scrittore Marco Travaglio: l’arma migliore in mano ai politici è il silenzio che li contraddistingue di fronte alle loro nefandezze. Se ne parli meno possibile è il loro motto o meglio “basta che non se ne parli”.
Anche se la comunicazione pubblicitaria suggerirebbe il contrario. Ma loro no, quasi tutti i politici, infatti, devono vendere fumo quindi a chi vuoi che interessi? Soltanto quando la situazione diventa di “superdominio pubblico” arriva la reazione: lo denuncio. Vedi il ministro Mastella con Beppe Grillo. Che sia per prendere tempo o perché ha veramente ragione lo sapremo… fra un decennio.
Il cittadino comune che non legge più, non approfondisce più, che non gliene frega più niente, si interessa soltanto quando un fatto diventa “superclamoroso”. E la Casta ne approfitta.
Torniamo a noi e al caso di un ospedale che sta per essere distrutto. Internamente per adesso. Esternamente per qualche centinaia di appartamenti, magari fra qualche anno. «Tanto, con una strada più comoda e qualche svincolo in più, fare 30 chilometri è un gioco. Nelle grandi città se ne fanno anche di più», mi pare di sentire discorsi che si faranno fra 4-5 anni quando l’operazione “distruzione” sarà completata.
D’accordissimo che, per arrivare in Ascoli, ci vogliono 15 minuti ma perché tocca sempre a noi della Riviera delle Plame che non siamo proprio un paesino.
Come diceva un mio amico medico ieri: adesso basta. Io scriverò fiumi di parole fino a quando l’attuale silenzio ”politico” non pagherà più.
Ai nostri 5mila lettori quotidiani chiedo semplicemente di seguirci e magari stupirci.

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