da Sambenedettoggi.it in edicola mercoledì 14 novembre

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Stanno uccidendo il calcio»: l’avvocato Enzo Nucifora, sambenedettese d’adozione e da una settimana nuovamente direttore sportivo della Samb, ha un altro tipo di calcio nel cuore.
Nelle sue interviste spesso ricorda i tempi del Ballarin: «Ogni domenica una fiumana di gente con le bandiere si avviava verso lo stadio». Prima della partita di domenica scorsa, ha motivato i giocatori con un pizzico di retorica: «Devono dare tutto, perché blu è il colore del mare e rosso il colore del sangue che i marinai hanno versato».
Vecchia volpe del calcio, Nucifora si rammarica per quel che sta accadendo dopo i fatti che hanno portato alla morte del tifoso laziale Gabriele Sandri e alle misure anti-violenza: «Tutto questo segnerà la morte del calcio come lo abbiamo sempre conosciuto – dice il diesse della Samb – L’uccisione di Gabriele Sandri non c’entra niente con il calcio: possiamo definirla, come minimo, una gravissima negligenza, che ha coinvolto un tifoso in trasferta ma che poteva riguardare tante altre situazioni».
L’avvocato parla del rischio «di veder strumentalizzata una faccenda che sta causando ripercussioni a catena, con misure che alla fine renderanno il calcio sempre più virtuale». «Guardate gli ippodromi: adesso sono vuoti, perché tutti scommettono nelle agenzie ippiche: così il calcio si approssima a diventare sempre più virtuale – continua Nucifora – Stante questa situazione, le società punteranno ad avere soltanto abbonati, con un incasso già definito prima del campionato, e tutto il resto si svolgerà in televisione».
Il direttore sportivo dell’ultima promozione in B della Samb teme anche che, dietro l’insieme dei provvedimenti in essere, ci siano intenzioni meno nobili: «Parliamo di pressioni di multinazionali che vogliono cambiare la fruizione di questo sport. Pensiamo a quanto stia diventando difficile acquistare un biglietto per una trasferta, ma anche per le partite in casa. Si arriva all’esasperazione».
Riguardo la situazione a San Benedetto, Nucifora dichiara «che i nostri tifosi sono stati tra i più saggi: hanno protestato civilmente, restando fuori dallo stadio, anche se hanno gettato qualche bomba carta di troppo, che ci è costata addirittura una multa di 5 mila euro…».
Cerchiamo di punzecchiarlo: d’accordo tragica fatalità, ma che dire degli incidenti scatenati dalla teppaglia? «La violenza c’entra poco con il calcio – è il giudizio di Nucifora – C’è gente che da sempre si nutre di odio, e fa dell’odio la base della propria vita».

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