Quello di Arezzo è stato un incidente talmente casuale che giustamente genera un forte risentimento nei confronti del poliziotto e della Polizia in generale. Giusto anche che le attenuanti per l’omicida siano minime: il semplice fatto di aver tirato fuori una pistola senza avere davanti un “avversario” armato è già un atto gravissimo.
Non riesco invece a capire la relazione tra l’accaduto e le tifoserie organizzate: che hanno reagito (per fortuna solo in pochi stadi) come se esistessero prove di un forte rancore da parte di un poliziotto che non aspettava l’ora di trovare l’occasione giusta per quietare desideri di vendetta. Non credo ad un’eventualità del genere.
Le tifoserie organizzate non dovevano restare estranee a quanto è accaduto ma nemmeno bloccare partite ricorrendo alla violenza o assaltare caserme eccetera. Non è, tra l’altro, con la violenza che si combatte la violenza. Nonostante la storia lo avesse dimostrato più volte, si continua a non capire.
Se in una rapina in banca l’intervento della polizia culminasse con la morte di una cliente o di un impiegato, non credo che i bancari o i clienti pretenderebbero la chiusura delle banche. Voglio dire che è giusto protestare ma in modo civile come hanno fatto, per esempio, gli ultrà rossoblu durante Samb-Juve Stabia. Il mio sogno? Partite di calcio senza poliziotti.
Se si avverasse, non credo, però, che sarebbe sufficiente per evitare quanto accaduto domenica mattina nei pressi di Arezzo.

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