SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Anche stavolta il cambio di panchina ha portato bene. L’anno passato, in ottobre, il defenestramento di Calori venne seguito dalla prima vittoria in campionato contro il San Marino; adesso mister Piccioni, subentrato a Ugolotti, è riuscito a mettere in cascina tre punti dopo più di un mese di astinenza (Samb-Lucchese 1-0; era il 7 ottobre).
I giocatori non parlano – da metà settimana hanno optato per il silenzio stampa – mentre il presidente Giovanni Tormenti si presenta con piacere davanti a taccuini e microfoni: «Speriamo che questo sia davvero l’inizio di una serie positiva. Paradossalmente ho visto che abbiamo iniziato a giocare dopo il gol della Juve Stabia. Prima avevamo paura, eravamo consapevoli della delicatezza del momento e ci tremavano le gambe. Finalmente abbiamo dimostrato che quando vogliamo sappiamo giocare a calcio».
Eppure dopo i primi 45 minuti sembrava davvero finita per i rossoblu, sotto di un gol e con una contestazione che era ormai sul punto di esplodere: «Ero preoccupato, ho visto che i ragazzi non erano liberi mentalmente, poi quando sembrava tutto perduto ci siamo sbloccati. Abbiamo rischiato, è vero, ma abbiamo creato anche tante occasioni da gol. La qualità c’è, mi auguro che questi tre punti ci facciano prendere consapevolezza che ce la possiamo giocare contro tutti».
Infine un commento sulla morte del tifoso laziale. Un’altra pagine bruttissima per il calcio italiano: «Non ci sono commenti da fare, il pallone alla domenica dovrebbe essere un festa, è assurdo che ci possa scappare il morto. Ritengo sia una questione di cultura. Ci vorrà tempo, si deve iniziare dalle scuole».
Torna a parlare di calcio giocato il neodirettore sportivo Vincenzo Nucifora: «Avevo chiesto il cuore della Samb di una volta e sono stato accontentato. Nel primo tempo però non mi è piaciuta la prestazione. Solo nella ripresa ci siamo liberati delle nostre paure e siamo venuti fuori. Sono molto felice per il doppio esordio di due sambenedettesi come Piccioni e Caselli. Un bravo soprattutto al primo che ha lanciato il secondo in C1 in una partita così delicata, peraltro sotto di un gol. I rinforzi ce li abbiamo in casa? I giovani devono crescere, non possiamo “bruciarli”. Qui ci siamo abituati a farli debuttare. Caselli doveva partire per Nuoro con la Berretti e invece è rimasto con noi ed è risultato importante».
Ma l’avvocato elogia indistintamente tutta la squadra «che ha dimostrato di avere attributi, carattere e la mentalità per reagire. I rinforzi? Se serviranno non ci tireremo indietro, intanto vediamo di fare punti con questi ragazzi che almeno nel secondo tempo hanno dimostrato di meritare di indossare questa maglia».

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