SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un filo sottile, ma carico di odio, tensione e violenza. Quel filo ha unito l’Italia del tifo nel ricordo di Gabriele Sandri, il giovane tifoso laziale morto in seguito al colpo d’arma da fuoco esploso da un agente della Polizia stradale intervenuto per sedare una rissa scoppiata tra tifosi biancocelesti e juventini in un’area di servizio lungo l’A1, nel territorio di Arezzo.
Incidenti a Milano, Roma, Bergamo e Taranto, con due partite rinviate e altrettante sospese. Ma un po’ in tutti gli stadi della Penisola l’astio e la voglia di rivalsa nei confronti delle forze dell’ordine è stato palese. Anche a San Benedetto. Gli ultras della Curva Nord, nonostante l’importanza rivestita dalla sfida casalinga contro la Juve Stabia, hanno deciso di rimanere fuori per una domenica. La parte centrale della Cioffi è rimasta vuota in segno di protesta. Un paio di centinaia di tifosi nel corso della partita si è invece radunato nell’antistadio, dove ha scandito ripetuti slogan contro la Polizia e sparato qualche bomba carta.
Dentro il Riviera un silenzio irreale, con i circa cinquanta tifosi provenienti dalla Campania che hanno imitato la Curva Nord, comodamente seduti e a braccia conserte. Nel finale, letteralmente trascinato da una Samb tutto cuore e ardore, il pubblico sambenedettese – stizzito nel primo tempo e sul punto di contestare con veemenza Tinazzi e soci – si è risvegliato dal torpore, aiutando la squadra prima a cercare il gol del raddoppio e poi a condurre in porto la preziosa vittoria.

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