SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Guai a considerarli i tre punti del definitivo riscatto. Vanno considerati come punti che evitano alla squadra di affondare. Per chiarirmi meglio, una vittoria da traghettare verso un nuovo corso che oggi potrebbe apparire meno difficile di quello che sarà. Lo scorso torneo cambiò anche il traghettatore (Chimenti rifiutò l’incarico) oggi rimane alla guida (Piccioni) e dovrà maturare nella massima umiltà.
Inizio da brividi per la Samb: nella prima mezzora gli ospiti avrebbero potuto realizzare tre gol: le prime due opportunità vengono vanificate (con qualche sospetto) dagli interventi di segnalinee e arbitro. La terza volta il gol è valido. Samb quasi inesistente in area avversaria per tutto il primo tempo.
Nella ripresa si ha l’impressione che la squadra campana punti ad un immediato raddoppio ma viene immediatamente delusa da un bel gol di Curiale. Prende coraggio la Samb che addirittura raddoppia con Morini ma pricipalmente mette in luce un ragazzo sambenedettese, Caselli, che è decisivo sul secondo gol ma dimostra anche di essere un attaccante dal tocco essenziale e spesso determinante. Da rivedere subito ma senza trascurare i giovanissimi Cia e Soddimo che hanno soltanto bisogno di giocare per dimostrare tutto il loro valore. Magari staffette tra giovani nostrani e i due, come oggi, potrebbe essere la soluzione ideale.
Quella che, a prima vista, è sembrata una mossa disperata con due giocatori del vivaio rossoblu al posto di due ragazzi di vivai ben più importanti (Atalanta e Sampdoria), è risultata alla fine la mossa vincente.
Da qui dovrebbe potrebbe partire una nuova Samb ma guai a farsi illusioni, i successi vanno guadagnati sul campo di partita in partita. Il successo odierno è stato importantissimo perché rilancia la squadra in classifica dove ha distanziato l’ultima di ben sei punti: può essere cosiderato un primo traguardo per guardare al futuro con più serenità.
Bravo Piccioni che ha dimostrato coraggio, ora però non deve illudersi perché quella di oggi può essere considerata alla pari di quella contro il San Marino, un anno fa, con Chimenti in panchina. Il bomber si mise subito da parte, a lui invece spetta il duro compito di emulare Ugolotti. Se non perderà la calma e la serenità, può riuscirci.
Un discorso a parte lo merita il nuovo direttore sportivo, Enzo Nucifora, un ingaggio che, modestamente, soltanto il sottoscritto ha più volte suggerito alle società che si sono avvicendate in viale dello sport.
Da parte sua aveva, oltre a successi sportivi importanti, la residenza sambenedettese, la maturità di uomo di sessantanni, la voglia, per motivi diversi, di non andare a lavorare troppo lontano da casa e una dote che non potevo rischiare di assegnagli prima: la capacità di motivare l’ambiente quindi i giocatori come pochi e di assemblare (con le capacità politiche che lo contraddistinguono) la stampa che sa essere componente importantissima per le fortune di una squadra di calcio e non una componente nemica come è capitato spesso in precedenza.
Nulla a che fare finora con il compito di DS per cui è stato assunto. Quando potrà mettersi in campo anche lì, credo che qualcosa di buono accadrà a dispetto di chi lo ha più volte ritenuto fuori del giro e oggi magari gli dà pacche sulle spalle.
La sua gioia negli spogliatoi per l’ottimo esordio del sambenedettese Caselli credo che possa accomunarsi al suo “esordio” dopo 25 anni di assenza. Da lui non mi aspetto sorprese ma soltanto fatti, senza strafare, un difetto che lo ha spesso penalizzato nei suoi primi sessantanni di vita, a volte spericolata. Auguri.
L’arbitro ha commesso qualche errore ma può essere considerato sufficiente. La Juve Stabia ha avuto sprazzi di bel gioco ma non ha saputo approfittarne nei momenti decisivi della gara. L’arbitraggio non gli è stato favorevole nei primi venti minuti. Capita.

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