ROMA – A due giorni dall’incontro avvenuto presso il Ministero della Sanità tra le associazioni farmaceutiche e il Ministro Livia Turco, le Associazioni dei consumatori Adiconsum, Cittadinanzattiva, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – che non sono state invitate al tavolo di concertazione – diffondono una nota in cui «considerano inaccettabile il ricatto posto in essere dai farmacisti titolari delle associazioni di categoria Fofi, Federfarma, Assofarm e Admenta. E’ stato annunciato, infatti che dal prossimo 19 novembre tutti i cittadini dovranno pagare tutti i farmaci, compresi quelli della fascia A, se non sarà accolta la loro richiesta di stralcio dell’art. 2 dal ddl 1644 che permette la vendita dei farmaci con obbligo di ricetta anche in esercizi diversi dalle farmacie con la presenza del farmacista.
Questa minaccia – prosegue la nota – è un’indebita forma di pressione lobbistica sul Parlamento e a pagarne le spese sarebbero solo i cittadini.
Le Associazioni dei consumatori si mobiliteranno contro questo atteggiamento provocatorio dei farmacisti titolari interessati a difendere unicamente i propri privilegi e si appellano al Ministro della Salute Livia Turco e al Ministro dello Sviluppo economico Bersani insieme con le forze politiche del Parlamento, affinché venga respinto questo aut-aut inaccettabile».
Le associazioni dei consumatori, poi, rispediscono al mittente le accuse esternate da Giorgio Siri, presidente della Federfarma, sul fatto che i punti vendita all’interno dei centri commerciali vendano oltre ai farmaci da banco anche altri prodotti non farmaceutici.

«Vorremmo ricordare – spiegano le associazioni in difesa dei cittadini – che sono già diversi anni che noi denunciamo il fatto che le farmacie stesse sono diventate dei veri e propri bazar, in cui accanto ai farmaci si vendono prodotti cosmetici e di bellezza, spesso con ingannevoli promesse di riduzione di peso e cellulite, giocattoli, calzature, e altri simili prodotti».

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