SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il centrodestra considera la debacle della maggioranza sul difensore civico come un caso paradigmatico di scissioni e “mal di pancia” all’interno della coalizione amministrativa gaspariana.
Per Bruno Gabrielli di Forza Italia la sospensione del Consiglio comunale di venerdì [CLICCA QUI] è la prova che «il Partito Democratico è un gigante dai piedi d’argilla, una coalizione basata solo su interessi elettorali e non su vere affinità. Altro che gli uffici comunali; è la compagine politica del Comune che si deve sottoporre ad una urgente riorganizzazione».
Il capogruppo di An Pasqualino Piunti sottolinea che l’emendamento dei sei consiglieri “disobbedienti” per un’ulteriore riduzione del compenso del difensore civico «è il culmine di un progressivo avvicinamento delle posizioni della maggioranza verso la mia proposta di convenzionamento con la Provincia» [CLICCA QUI]. Per Piunti la mancanza di unanimità nel centrosinistra è stata «una dimostrazione pubblica di un grosso disagio politico, evidentemente mai risolto, oltre che un cattivo servizio alla figura professionale dell’avvocato che hanno proposto per la nomina».
Andrea Assenti (Fi) concorda con il collega di An, prefigurando nuove e ulteriori divergenze su questioni ben più rilevanti politicamente: «Sono stati bravi a nascondere i dissidi per mesi, ma questo non sarà che il loro primo flop».
Antonio Felicetti del Pri invece punta la sua critica sul mancato rispetto delle indicazioni fornite dall’Organismo di Partecipazione [CLICCA QUI]: «Ha proposto una terna di avvocati che non sono stati presi minimamente in considerazione, dotati perdipiù di curricula molto prestigiosi».

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