SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ tornato a sedersi su una panchina di Serie C a distanza di due anni. Stagione edizione 2004-2005: guidò la Vis Pesaro, seppure per pochi mesi. Subentrato in corsa a Lorenzini, era ottobre, venne esonerato in marzo. Enrico Piccioni adesso ci riprova con la squadra della sua città, difendendo i colori che ama.
La domanda è d’obbligo, mister: come ha trovato la squadra dopo l’esonero di Ugolotti?
«E’ normale che il morale non sia buono, ho battuto parecchio la strada del dialogo, parlando mondo in campo e dentro lo spogliatoio nel tentativo soprattutto di infondere tranquillità»
Concorda anche lei con quanto ripetuto spesso dagli stessi giocatori: il problema di questa Samb è soprattutto psicologico?
«Sarà il campo a rispondere. Questo aspetto può contare tanto o niente. Mi limito a osservare che in settimana ci siamo allenati con impegno, serietà ed entusiasmo. Ho spesso ripetuto ai ragazzi che l’importante sarà provarci, senza la paura di sbagliare. Preferisco vedere gli errori piuttosto che giocatori che si limitano al compitino».
Torniamo per un attimo a lei: che Serie C si aspetta di ritrovare a distanza di due anni?
«Quest’anno ho visto diverse partite della Samb, ovviamente nelle vesti di tifoso. Mi sembra una C più giovane, con tante squadre che hanno sposato questa politica. Dieci anni fa contavano di più i giocatori scafati, magari molti di questi provenivano dalla B. Ora invece vedo più equilibrio: è un campionato nel quale a mio avviso conta molto l’entusiasmo»
Emozionato per l’esordio di fronte al pubblico del Riviera? Troverà una Juve Stabia affamata di punti.
«Un po’ di timore c’è, ma ai ragazzi cerco solo di trasmettere serenità. E comunque non sono certo un neofita, ho alle spalle dieci campionati in Serie D. Alla fine il calcio è sempre quello: devi solo pensare a fare bene sul campo, con il rispetto ma non la paura per gli avversari».
Come crede si comporteranno i tifosi nei confronti della squadra?
«Quello di San Benedetto è un pubblico importante, che finora ha sempre sostenuto la Samb. Poi, dopo il 90′, se la squadra ha giocato male, è giusto che fischi o contesti, ma il loro tifo c’è sempre. E’ molto maturato rispetto al passato. Sono sicuro che anche stavolta daranno una mano a questi ragazzi che hanno davvero bisogno di aiuto in questo momento».
Veniamo al modulo: pare orientato a riprendere il discorso interrotto da Ugolotti?
«Non credo che in pochi giorni si possano cambiare chissà quali cose. Giocavo con il 4-2-3-1 anche con la Berretti. Più in là vedremo, adesso serve solo la continuità. Manderò in campo gli uomini che mi daranno maggiori garanzie dal punto di vista fisico e mentale. I ragazzi dovranno essere onesti: chi non se la sente me lo dovrà dire».
Contro la Juve Stabia la gente e, più in generale, tutto l’ambiente, pretende i tre punti.
«Sappiamo che c’è attesa, ma non dobbiamo arrivare troppo tesi all’appuntamento di domenica pomeriggio. Dobbiamo stare concentrati ma non impauriti. Dobbiamo dosare con saggezza energie fisiche e mentali. Se “bruci” tutto durante la settimana poi per la partita non ti rimane più niente. Affronteremo un avversario che come noi avrà assoluto bisogno di punti salvezza. Non sarà facile, lo sappiamo».

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