MACERATA – L’amministrazione provinciale afferma la necessità di «sconfiggere gli egoismi e ricercare il consenso per trovare le soluzioni più idonee a garantire sul territorio una gestione dei rifiuti adeguata alle esigenze della comunità, evitando ogni emergenza ». Lo hanno sottolineato, in una conferenza stampa, il presidente Giulio Silenzi e l’assessore Carlo Migliorelli facendo il punto della situazione sullo smaltimento dei rifiuti in provincia.
I due amministratori hanno ricordato l’apposito Piano provinciale approvato sette anni fa, che prevedeva una prima fase transitoria e una successiva fase “a regime”.
La prima fase prevedeva un accordo di programma sottoscritto fra la Provincia, il Cosmari e i Comuni di Morrovalle, Potenza Picena e Tolentino.
Esaurita la sua capacità la discarica di Potenza Picena, come da programma, è stata chiusa e bonificata. La discarica di Tolentino, avviata proprio in questi giorni, sarà anch’essa chiusa nell’arco di circa due anni quando avrà esaurito la sua volumetria di 165 mila mc. Il 21 ottobre scorso, in concomitanza con l’apertura della discarica di Tolentino, è stata chiusa quella di Morrovalle relativamente alla vasca per lo smaltimento di rifiuti urbani, mentre la zona destinata allo smaltimento di rifiuti speciali presenta ancora una disponibilità di circa 35 mila mc.
La fase transitoria terminerà, pertanto, con l’utilizzazione della discarica in località Collina di Tolentino dopodiché si avvierà la fase “a regime”, ma – ha sottolineato il presidente Silenzi – « accertata la contrarietà di tutti i sindaci dei Comuni dove lo studio tecnico dell’Università di Ancona ha individuato possibili nuovi siti (Camerino, San Severino, Treia, Mogliano e Cingoli) sarà necessario sin dai prossimi mesi individuare siti dove sarà possibile smaltire rifiuti senza incontrare l’opposizione delle comunità locali e senza che ciò comporti un elevato impatto ambientale».
La via individuata dal presidente Silenzi è pertanto quella di cercare il consenso facendo comprendere alla comunità che è necessario accantonare “contrarietà preconcette”, ed evitare di smaltire i rifiuti in territori di altre province o di altre regioni con notevoli costi che si ripercuoterebbero inevitabilmente sui cittadini.
Per l’assessore all’Ambiente, Carlo Migliorelli, «l’individuazione di questi nuovi siti sul territorio è possibile perché in futuro le quantità da smaltire non aumenteranno, anzi quasi sicuramente diminuiranno grazie all’incremento costante, in questi ultimi tempi, della percentuale di raccolta differenziata».
Le politiche di sensibilizzazione verso il problema e le iniziative in questo campo, non ultima la raccolta porta a porta avviata in alcuni Comuni, «hanno permesso di raggiungere una quota di raccolta differenziata ormai prossima al 30% e destinata in poco tempo ad arrivare al 35%. Nei soli primi nove mesi di quest’anno i rifiuti prodotti destinati alla discarica sono diminuiti di oltre il 12%. Attualmente – ha precisato Migliorelli – su circa 165 mila tonnellate annue i rifiuti destinati a discarica sono poco più di 110 mila e questa quantità è in calo grazie al costante incremento della raccolta differenziata che dal 2004 ad oggi è aumentata di circa il 6%, raggiungendo la quota più alta in regione».

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