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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il vicesindaco e assessore al Bilancio Antimo Di Francesco risponde alle osservazioni della Corte dei Conti sul bilancio preventivo 2007, riportate da Sambenedettoggi.it. La Corte dei Conti, con deliberazione numero 58 del 27 settembre 2007, scriveva al Comune di San Benedetto: «Nell’impostazione del bilancio di previsione 2007 oltre al saldo negativo della situazione corrente si prevede anche il saldo negativo della situazione in conto capitale. Inoltre il saldo della situazione corrente è in peggioramento rispetto al saldo positivo del Saldo Preventivo Assestato 2006».
La Corte dei Conti faceva poi riferimento alle entrate di «carattere eccezionale», pari al 6,14% del totale, «elemento che può costituire sintomo di precarietà per la tenuta degli equilibri di bilancio».
Di Francesco, invece, non ha dubbi: «La stabilità finanziaria ed economica del bilancio del Comune di San Benedetto non corre alcun pericolo: lo stato di salute è più che buono e l’azione amministrativa è sempre finalizzata alla salvaguardia degli equilibri di bilancio».
Il vicesindaco precisa che sono state trasmesse, alla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti, le evidenze contabili richiesti dalla stessa Magistratura Contabile del bilancio di previsione 2007.

Tuttavia, leggendo la delibera 58, si leggono i seguenti passaggi: «La legge 266 del 2005 e le “Linee guida” prevedono l’adozione di specifiche pronunce nelle ipotesi di constatata irregolarità grave». Si parla dunque di “irregolarità grave”, tanto che la Corte dei Conti inviò una «richiesta istruttoria trasmessa via fax al Sindaco del Comune ed all’Organo di revisione» ottenendo una risposta del Comune il 25 settembre (ma il sindaco Gaspari ne era al corrente? Sicuramente non era al corrente il Consiglio comunale).

Questa risposta del Comune, però, non ha soddisfatto la Corte dei Conti, tanto che nell’udienza del 27 settembre sono state scritte le pronunce nei confronti del Comune di San Benedetto (udienza nella quale non era «rappresentata l’Amministrazione»).
Riguardo le entrate a carattere eccezionale, ad ogni modo, Di Francesco fa notare che «la presunta precarietà del bilancio non è comprovata dalle effettive risultanze, in quanto le entrate eccezionali finanziano una corrispondente parte delle spese correnti a loro volta di carattere eccezionale, lasciando anche un margine, più precisamente l’“Avanzo Economico”, per il finanziamento di una porzione delle spese di investimento (per loro natura non ripetitive)».
«La maggior parte delle entrate eccezionali – continua – derivano tra l’altro dall’autofinanziamento e quindi da creazione di risorse proprie tramite accertamenti tributari, per un recupero di evasione fiscale di circa 1 un milione e novecentomila euro».
Riguardo le perdite delle società partecipate, Di Francesco sottolinea che «le osservazioni della Corte dei Conti si riferiscono alla gestione della precedente giunta, mentre noi stiamo invertendo la rotta. Risulta infatti attivato già dall’insediamento della attuale amministrazione, un apposito progetto innovativo di monitoraggio delle società partecipate, tramite un effettivo controllo del Collegio di Revisione Economico-Finanziaria del Comune, consistente nella elaborazione e di appositi indicatori economici, finanziari e patrimoniali della situazione di ogni singola società partecipata».
«Trattandosi di attività di gestione esterna all’Ente comunale – spiega Di Francesco in relazione alle società partecipate – al fine di iniziare un effettivo percorso di risanamento, si necessita di molteplici informazioni sulla vita di ogni singola società; in tal senso sta operando già da tempo la II Commissione Bilancio, tramite la promozione di specifiche audizioni dei Presidenti o Amministratori delle società, un programma di lavoro nuovo che non è stato mai intrapreso dalla precedente Amministrazione».

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