cronaca della conferenza stampa svoltasi martedì pomeriggio presso la sede della Samb in viale dello Sport 

GIOVANNI TORMENTI: Oggi abbiamo preso la decisione di rimuovere Ugolotti dall’incarico, abbiamo parlato con lui in modo tranquillo, sereno e civile. Nel calcio, a torto o a ragione, se le cose non vanno, paga il mister. In questa fase di transizione sarà Piccioni ad occuparsi della squadra, già allenatore della Berretti. Abbiamo parlato anche con il diesse Natali, che avrà altre mansioni, il nuovo diesse è l’avvocato Enzo Nucifora.
La decisione di esonerare Ugolotti è stata sofferta, perché era anche un lavoro di amicizia. Abbiamo cercato in tutti i modi di poter andare avanti, ma ci siamo resi conto che le cose non andavano per il verso giusto. Colgo l’occasione per ringraziarlo e gli auguro una bellissima carriera. Ugolotti non si è dimesso, lo abbiamo esonerato. Abbiamo esonerato anche il vice Andreozzi, al quale avevamo fatto altre proposte.
E’ normale che noi eravamo convinti di poter fare un campionato più dignitoso di un anno fa, non ho proclamato né play off né Serie B, volevamo migliorare. Non è facile con un organico tutto nuovo, ma siamo convinti di aver allestito un buon organico. Sono giovani ma non inesperti, tolti 3 o 4 gli altri hanno campionati alle spalle.
Natali? Abbiamo parlato con lui, abbiamo deciso di prendere delle decisioni importanti per dare una scossa all’ambiente e allo spogliatoio. Questo è un modo per non scaricare la responsabilità solo su una persona. Natali è una persona umanamente e professionalmente valida, abbiamo cercato di tenerlo con noi perché è una figura a noi utile.
Con Nucifora avevamo parlato già un anno fa e quest’anno: la nostra stima nei confronti dell’avvocato è più antica di questi giorni. Dovendo scegliere un nuovo diesse abbiamo ritenuto importante di scegliere una persona che conosce San Benedetto e conosce gli sportivi e le esigenze della piazza. Questo è stato un motivo fondamentale.

NUCIFORA: il mio contratto? Io li farei a settimana e non ad anni, perché penso che la stima si deve conquistare giorno per giorno, quello che è stato fatto è alle spalle, ogni stagione è una scommessa nuova, io ho un contratto fino a giugno, perché se facciamo un progetto importante rivedremo tutto, perché il mio contratto adesso è basso, in futuro lo rivedremo quando mi conosceranno bene. Io ritorno qui dopo 25 anni, l’ultima promozione in Serie B la feci io con Sonetti. La Samb è in una situazione particolare, dobbiamo intervenire con la giusta esperienza per far cambiare rotta alla squadra, che lotti direttamente per la salvezza senza play-out, poi mi auguro veramente di preparare per i signori Tormenti l’allestimento di una squadra di vertice, perché la Samb per la sua storia deve veleggiare in un’altra parte della classifica, in C1.
Sono convinto che questo sarà fatto, ci vuole umiltà, lavoro, sacrificio. Questi sono i principi della storia della Samb, facevamo grandi campionati in B con giocatori della quarta serie e prestiti. Anche il settore giovanile è importante: qui abbiamo Piccioni, Palladini, Schiavi eccetera.
Soprattutto tutto deve diventare un gruppo d’acciaio: società, allenatore, tifosi e stampa. Le critiche devono essere accettate, perché devono essere costruttive. Io conosco tutti voi, e voi mi conoscete.
La Samb una patata bollente? Certo, io le voglio: anzi, più che bollenti. Sono abituato a queste situazioni, io vivo a San Benedetto dal 1969, sono stato già dirigente della Samb ma da tempo non mi vogliono alla Samb. Spesso è stata mia avversaria e io non guardo in faccia a nessuno, spesso l’ho battuta. Perdere mi fa star male, l’ho già detto al presidente, io più di quattro sconfitte all’anno non le sopporto.
Il discorso di Pescara, nel quale sono stato ad inizio stagione, è strano. Nelle squadre di calcio ci vuole allegria: chiedevo 10 punti nelle prime partite, per tirare su il morale della squadra.
Io penso che questa Samb, con il curriculum dei calciatori, ha dei valori tecnici da dimostrare entro Natale. Prima del calciomercato dobbiamo capire effettivamente il valore di questa squadra nelle sette gare prenatalizie, e prima che riprenda il girone di ritorno. Se manca qualcosa la società è disponibile ad intervenire. Mi auguro che gli interventi saranno minimali, ovvero che questa squadra si sblocchi. Girare a 15 punti sarebbe il massimo, perché secondo me la salvezza sarà a 37-38 punti, per arrivare nel girone di ritorno a quei 22-23 punti che significa salvezza senza play-out
La tifoseria deve pazientare, perché la famiglia Tormenti ha fatto degli investimenti importanti e non per i play out.

Martina? Mi hanno chiamato, io lì ho vinto un campionato di C2 e poi abbiamo sfiorato la Serie B. Hanno fiducia in me.
La soluzione Enrico Piccioni? Io penso per natura a seguire molto il mio intuito. Molti allenatori vincenti che sono stati con me venivano da categorie inferiori. Scoglio stava ad Akragas, mi telefonava e l’ho portato a Messina. Zeman uguale, lo portai io a Messina. Poi Marchioro, Papadopulo… Allenatori che ho ripreso perché credo molto nelle motivazioni e nella fame di successi, e nell’umiltà, e non sono d’accordo con i professori universitari che possono avvilire ulteriormente uno spogliatoio depresso. Devono stare vicini ai ragazzi, aiutarli psicologicamente.
Enrico Piccioni è stato un mio calciatore, debuttò in Reggina-Samb 0-0 assieme a Colasante. Probabilmente non ha mai avuto possibilità. Se fa bene, meglio per lui e per la Samb, se sbaglia qualche partita lo mandiamo via veloce veloce, lo sa come la pensiamo. E non dimentichiamoci che è un sambenedettese, e questa è una dote importante per la Samb.
Oggi il mister ha allenato e ha parlato con il presidente. Io non ho parlato, aspetto di sentire la relazione dell’allenatore. Poi domani farò un colloquio con i calciatori, tutti insieme, e poi anche singolarmente.
I giocatori della Samb dovranno diventare dei cinghiali feroci, perché se non sono cattivi agonisticamente non fanno parte del mio Dna calcistico.
Solo una dirigenza locale può aiutare la Samb a diventare grande. Io penso che con gli investimenti di quest’anno o poco di più, io penso di poter allestire una squadra per la promozione. L’obiettivo sarà quello di veleggiare nei primi 4 o 5 posti della classifica. Concetti come play-out o retrocessione ce li dobbiamo togliere dalla testa. Non voglio sentire parlare di arbitraggi contrari, di sfortuna, quelle sono le scuse delle squadre perdenti, non vincenti. Bisogna creare la mentalità che aveva la Samb proprio 25 anni fa.

ENRICO PICCIONI (allenatore): Non ho mai pensato che potesse accadere questo, anche perché nel settore giovanile abbiamo creato un bellissimo lavoro. Come ho detto ieri a Tormenti io non sono un arrivista, sono un dipendente della società, cercherò di fare il possibile anche perché sono stato sempre tifoso della Samb, io ero un ultras, mio figlio è un ultras. Non amo i riflettori, non ho mai chiamato un direttore per dire di prendermi. Nel campo si può far bene o male, ci sarà la massima dedizione nei confronti della città in cui vivo.
Allenatore a tempo? Io vivo la mia vita sia da calciatore che da allenatore giorno per giorno, perché le soddisfazioni nel lavoro vanno conquistate sul campo, cercherò di dare il massimo, mi ha toccato molto di avere il saluto dei ragazzi della Beretti che mi dicevano di non lasciare. Queste sono grandi soddisfazioni professionali ed umane.
Cercherò di dare ai ragazzi della Samb, tutti molto giovani, la necessaria tranquillità. C’è apprensione e tristezza: ho chiesto ai ragazzi, anche se non è facile, di iniziare a sorridere. E’ normale essere tristi, ma a quel punto è meglio dare una scrollata ed essere sbarazzini e tirare fuori le doti, e penso che ci siano.
Come sarà la mia Samb? Io ho le mie idee, ho visto le mie partite da fuori, ma gradirei aspettare un po’ prima di dire se c’è qualche problema. Devo cercare di capire mentalmente i ragazzi. Chi vive lo spogliatoio si può rendere conto, ma ci sono giocatori validi negli anni precedenti, anche nelle squadre Primavera. L’unica mia caratteristica è che i calciatori dovranno lottare su ogni pallone. Ci sta che l’avversario è più forte, ma determinazione e grinta sono aspetti fondamentali.
Dovremo essere bravi a preparare questa settimana dal punto di vista della voglia, la prepareremo sempre con il sorriso. Se non stacchiamo un attimo questo rapporto teso con i tifosi o con la stampa, sarà difficile. Serve la giusta determinazione. Abbiamo 25 giocatori, se ci sono infortunati cercheremo di sostituirli fra i più determinati.
Per chi è sambenedettese e tifoso della Samb fare anche l’allenatore è una cosa particolare. Non amo i riflettori, mi piace lavorare dietro. L’esperienza? Ho nove anni di Serie D e uno di C1 alle spalle, non sono poche. Tra A, B e C ho giocato circa 480 partite.
Ho accettato l’incarico perché spero di poter ripagare la fiducia della famiglia Tormenti, che già mi ha dato fiducia questa estate.
Iacoponi? L’anno scorso l’ho visto giocare parecchie volte a Tolentino. Il discorso è comunque generalizzato, se continua a fare quello che ho visto, avrà possibilità sia per lui che per gli altri.

TORMENTI: Nucifora parla di Samb ambiziosa l’anno prossimo? L’avvocato si riferiva a contrastare quello che si dice in città, ovvero che la famiglia Tormenti non ha investito. Lui ha detto che se noi spendiamo i soldi di quest’anno, lui costruirà una squadra di alto livello.

All’inizio del campionato non eravamo solo noi a dichiarare di poter fare meglio di un anno fa. Ne era convinta anche la stampa nazionale. Nucifora smentisce le voci: ha visto tutti i contratti, tutti gli stipendi. Lui dice che con quella somma sarebbe riuscito a formare una squadra più esperta. Mentre in città si dice che non spendiamo una lira…
Noi non abbiamo messo in campo il budget della Salernitana o del Perugia che volevano vincere il campionato, ma nemmeno quella spesa minima che si vuol far credere. Io ho detto che non abbiamo fatto scelte di secondo o terzo grado, ma scelte opportune.
Noi volevamo fare un campionato di transizione per costruire una base per puntare in alto l’anno prossimo. Purtroppo siamo ancora in sofferenza.

NUCIFORA: ho visto il bilancio della Samb, che è il doppio del Pescara. In base alle mie esperienze non dico che andremo in Serie B, ma dico che facciamo un bel campionato. Con l’Atletico Catania ho fatto due play-off con pochi soldi. Le mie parole non mi si ritorcono contro: dammi quel budget e poi ci divertiamo l’anno prossimo.
Io stimo moltissimo Piccioni, anche a Pescara ho portato un mio ex giocatore, Lerda, che aveva allenato in Eccellenza e Promozione. La gente bisogna conoscerla e guardarla negli occhi. Piccioni ha fatto quasi 500 partite da professionista, è un tifoso della Samb. Sono convinto che la scelta interna può essere giusta. Chiedo a tutti voi il sostegno sia per la società che per i calciatori che in questo momento vivono un momento fondamentale. La società sta facendo di tutto e di più, l’aiuto della stampa è fondamentale.

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