GALLIPOLI – Il telefonino di Maurizio Natali è spento, quello di Gianni Tormenti – che aveva lasciato lo stadio di Gallipoli senza concedersi alla stampa – squilla, ma dall’altra parte della cornetta c’è poca voglia di parlare.
«C’è ben poco da dire» taglia corto il presidente. Seccato, deluso, dalla squadra e magari dai tifosi che lo hanno contestato. Che fare adesso? La piazza chiede ormai a gran voce il defenestramento di allenatore e direttore sportivo – contestati anche in Salento – ma certo per la proprietà cacciare Ugolotti e Natali significherebbe rinnegare i programmi estivi. E’ allora? Sarà davvero la volta di quell’Andrea Iaconi a lungo corteggiato nei mesi scorsi? Chissà. Intanto è caduta l’ipotesi Nucifora, visto che l’ex Pescara pare si sia ormai promesso al Martina.
L’UGOLOTTI PENSIERO. Prima di salire sul pullman che venerdì scorso aveva portato lui e la sua squadra nel ritiro di Andria, il tecnico rossoblu aveva tuonato: «Se perdiamo anche stavolta me ne vado».
Negli spogliatoi dello stadio Antonio Bianco, che l’anno scorso gli regalò una delle più belle soddisfazioni del campionato, Ugolotti sorride amaramente: «Avevo chiesto alla squadra una risposta dopo la sconfitta di Pistoia: evidentemente questo è il risultato». Poi continua: «Se mi dimetterò? Dovrò parlare con la società, poi trarremo le conclusioni migliori per la squadra».
Infine un’ammissione: «A questi ragazzi serve una scossa, forse questa potrà arrivare da una decisione forte che prenderò io in accordo con la società».
Nelle parole di Ugolotti, però, si legge anche la possibilità di un “tradimento” da parte dei calciatori nei confronti dell’allenatore: «Non lo so – glissa il mister – io devo capire il perché di certe risposte in campo. Se poi sono scelte dei calciatori non posso saperlo».

Ha collaborato Michele Natalini

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