ASCOLI PICENO – Dal sindaco di Ascoli Piceno Piero Celani riceviamo e pubblichiamo
La mia solidale vicinanza a tutti quei lavoratori e alle loro famiglie che stanno vivendo questi giorni di ansia e di preoccupazione per il futuro.

Come loro, e con loro, sono molto preoccupato per il difficile momento che sta interessando il mondo del lavoro nel nostro territorio ed in altri limitrofi.

La messa in cassa integrazione dei lavoratori della Alhstrom e di quelli del gruppo Gironacci ad Offida, insieme alla chiusura della lavorazione alla Sgl Carbon disegnano un futuro difficile per tanti lavoratori.

Condividiamo con loro e le loro famiglie le giuste preoccupazioni e ci sentiamo impegnati solidalmente per cercare tutte quelle soluzioni atte a scongiurare la perdita del lavoro.

Come Amministrazione Comunale non abbiamo deleghe specifiche in materia di politiche del lavoro ma possiamo e vogliamo comunque fare la nostra parte.

Abbiamo quindi in animo di portare avanti un’azione concertata con i soggetti pubblici delegati in materia: Regione e Provincia, per cercare e promuovere tutte quelle iniziative utili a salvaguardare il posto di lavoro per tutti quei lavoratori che oggi, purtroppo, sono interessati a questa ipotesi.

L’Amministrazione, consapevole di essere il Comune capoluogo, intende essere capofila di un ampio progetto, che interessi tutti i Comuni della Vallata, per promuovere tutte quelle iniziative che si possano rendere necessarie al fine di assicurare il mantenimento dei posti di lavoro, il rilancio dell’occupazione e la qualità dello sviluppo locale.

Ma non di meno non possiamo non fare una riflessione su un fatto singolare. Insieme all’annuncio dell’Alhstrom di mettere in mobilità centinaia di lavoratori, viene presentato un progetto per l’installazione di un impianto di cogenerazione previsto nella zona industriale di Ascoli, tra l’asse attrezzato e la Cartiera.

Certo, in linea di principio non posso non essere favorevole a questo progetto consapevole di quanto incida il costo dell’energia sul prodotto industriale ma..

Ma, l’apparente contestualità delle due vicende mi lascia perplessso.

Di un progetto di cogenerazione si parla da tempo anche se, originariamente, la sua collocazione era prevista sulla sponda sinistra del Tronto e dopo il cavalcavia dell’Asse attrezzato. Ora, invece, ecco che l’impianto si sposta in prossimità della Cartiera se non, addirittura, dentro la sua area.

Per il consumo di acqua, il progetto prevede “… qualche mc/ora … “ e di acqua “prelevata in uscita dalla Cartiera, per cui non sono previsti pozzi”.

Dalla Cartiera?

Inoltre non sono previsti scarichi di acque reflue in acque superficiali, bensì “…. Solo scarichi non rilevanti in fognatura; al riguardo si è ipotizzato di collegarsi direttamente alla limitrofa Cartiera sfruttando l’impianto esistente (relativamente ai quantitativi di acqua si stima un fabbisogno di 60 mc/giorno, centrale elettrica, ovvero 240 mc/giorno, centrale cogenerativa)”.

Dalla Cartiera?

Ed infine la produzione di calore/vapore andrebbe venduta a potenziali acquirenti che vendono, per ora, “interessati la Alhstrom e la Pfizer ….. con l’obiettivo della progressiva dismissione di piccoli e vetusti impianti interni alle singole aziende della nostra zona industriale”.

Sarebbe quindi opportuno che la Alhstrom faccia conoscere agli Enti locali interessati le sue reali intenzioni circa il futuro dello stabilimento.

Tutti noi vogliamo concorrere alla salvaguardia dei posti di lavoro ma, per farlo, non sarebbe male conoscere le motivazioni dell’azienda.

Ribadisco la mia volontà e disponibilità ad incontrare nell’immediato i vertici dell’azienda e i rappresentanti dei lavoratori.

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