MARTINSICURO – La sicurezza sociale è in questo momento il primo pensiero di cittadini e amministratori. In particolar modo a Martinsicuro il problema è notevolmente avvertito a causa dell’alto numero di episodi legati a spaccio di droga e prostituzione, oggetto di cronaca quasi quotidiana sui mezzi di informazione locali.

Forse anche in seguito ai gravi fatti di violenza accaduti negli ultimi giorni a Roma, che hanno fatto aumentare in ogni cittadino italiano il senso di insicurezza e di mancanza di protezione da parte delle istituzioni preposte, anche a Martinsicuro il tema della sicurezza sociale viene ripreso e contestualizzato nella realtà locale, attraverso una nota diffusa dal gruppo consiliare di minoranza Città Attiva sul sito internet dell’associazione.

«Durante l’ultimo Consiglio comunale di lunedì 29 Ottobre – esordisce la nota – Città Attiva ha presentato un’interrogazione in cui si chiede alla maggioranza di illustrare quali iniziative intenda intraprendere sul problema sicurezza.

Il sindaco ha risposto, in sostanza, che avrebbe fatto tutto quanto in suo potere per aumentare l’organico delle forze dell’ordine presenti sul territorio.

E’ fuor di dubbio che ad una richiesta di maggiore sicurezza avanzata dall’intera cittadinanza non si può rispondere con una caserma dei Carabinieri sottodimensionata come la nostra, risultando opportuno al riguardo porre in essere tutte le procedure per ottenere una Tenenza o, quanto meno, un posto fisso di Polizia, dal momento che l’intera fascia costiera teramana è presidiata soltanto dalla Polizia Stradale di Giulianova. Diamo atto, tuttavia, che di queste importanti soluzioni l’Amministrazione si può far carico solo avendo un decisivo sostegno da organismi sovra comunali, come la Prefettura».

La nota prosegue poi con l’elencazione di alcuni consigli, rivolti all’attuale amministrazione, sui primi ed elementari interventi da eseguire che, per l’associazione, sono assolutamente necessari al fine di cominciare ad arginare il fenomeno dell’insicurezza sociale a Martinsicuro.

«Città Attiva ritiene che non occorrano ingenti stanziamenti o alte competenze per mettere assieme un funzionario dell’anagrafe ed un addetto della Polizia Municipale davanti ad un computer con l’obiettivo di effettuare controlli più articolati sulle residenze. Non ci vuole molto ad inviare una comunicazione ai proprietari di appartamenti o agenzie immobiliari con cui si possa ricordare a costoro che affittare un immobile a donne di malaffare costituisce reato e che, ricorrendone i presupposti, verranno segnalati alle autorità competenti. Non ci vuole molto a verificare se le persone che occupano uno stabile corrispondono a quelle registrate nel contratto d’affitto depositato o se, ancora peggio, non esista addirittura lo stesso contratto d’affitto. Non occorre una pianificazione strategica di risorse per verificare se un appartamento è abitato o meno, è sufficiente controllare i consumi di acqua, energia elettrica e gas. Basta insomma semplicemente la volontà e il coraggio di volerlo fare, poiché non occorrono risorse umane e finanziarie aggiuntive per mettere insieme un bel fascicolo da consegnare alle forze dell’ordine.

Certo, queste ultime dovranno fare i conti con la carenza di uomini, ma intanto il Comune avrebbe assolto dignitosamente la sua funzione di tutela elementare dei cittadini dando, di riflesso, un segnale importante a tutti gli organi deputati all’organizzazione delle forze dell’ordine.
Ci si è mai chiesti qual è il prezzo da pagare per i cittadini nel caso queste cose non vengano fatte? Ebbene stiamo parlando della rinuncia al diritto naturale di ogni singolo individuo di poter vivere libero e sicuro nel proprio ambiente e nessuna presunta carenza di mezzi o risorse può giustificare il pagamento di un simile prezzo.

Città Attiva tornerà a chiedere all’esecutivo in carica di manifestare una forte volontà di operare in tal senso, fino in fondo e senza sconti per nessuno, avendo il coraggio di vanificare l’interesse di pochi speculatori per il bene dell’intera cittadinanza».

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