RIPATRANSONE – Ferma risposta del sindaco Paolo D’Erasmo al gruppo di minoranza ripano di Alleanza Nazionale che, per bocca della consigliera Piumella, intervistata questa settimana dal nostro giornale Riviera Oggi, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione su una delibera di giunta poco “trasparente”, inerente l’assunzione con contratti di Co. Co. Co. di personale atto a coprire quei servizi comunali lasciati scoperti dallo scioglimento della cooperativa LA.SE.R.2.
Riportiamo qui di seguito il testo integrale del comunicato stampa diffuso dal Comune
ripano.

«Il Comune di Ripatransone, dopo la chiusura della cooperativa sociale LASER, si è visto nella situazione di dover, non solo far fronte alla necessità di assolvere a prestazioni basilari come l’assistenza agli anziani, ai soggetti disabili e ai servizi scolastici, ma si è trovato nel bisogno di non lasciare 17 persone senza un posto di lavoro. Le rimostranze dell’opposizione possono essere contestate anche sotto il profilo del rispetto delle normative vigenti rammentando che non vi è alcuna elusione del dettato costituzionale tutt’altro visto che ci si trova proprio nell’ambito di assicurare il diritto al lavoro; ancora una volta AN tende a fare una mera polemica, sminuendo l’impegno dell’Amministrazione a risolvere problemi sociali di interesse più che rilevante come la protezione di numerosi posti di lavoro. In questo contesto, si è sviluppato il ricorso da parte del Comune alle tipologie lavorative cosiddette “flessibili” ed alle collaborazioni esterne (ex articolo 2222 del codice civile, come previste dall’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 165/2001 “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” e, per le amministrazioni locali, dall’articolo 110, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”) anche al fine di rispondere agilmente a bisogni qualificati e temporanei senza per questo dover aumentare il numero del personale stabilmente in servizio, cosa impossibile visti i limiti imposti dalla Finanziaria per contenere la spesa pubblica. Nel mondo del lavoro pubblico si assiste ad una situazione specifica: da un lato la legge 30 prescrive l’inefficacia delle norme in tema di trasformazione dei co.co.co., dall’altro il legislatore ha stabilito gli ambiti di ricorso alle collaborazioni nel lavoro pubblico (dlgs 165/01 e dlgs 267/01), criteri pienamente rispettati. Occorre infine ribadire che è ancora possibile per le am¬ministrazioni pubbliche utiliz¬zare le co.co.co. allo scopo di fare fronte a esigenze di natura quantitativa e non qualitativa, anche dopo la riforma dell’arti¬colo 7 del dlgs 165/2001, opera¬ta dal decreto Bersani. L’Amministrazione si è, inoltre, impegnata per la prossima attivazione dell’ “Istituzione dei servizi sociali e culturali” che è un Ente giuridico facente parte dell’organizzazione comunale il quale si renderà operante per le necessarie assunzioni in detti campi».

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