Inizia così la presentazione: «La libera professione del giornalista è dominata da una forza al contempo sconosciuta e familiare: il pensiero unico del giornalismo. E’ un dittatore implacabile che cresce nel chiuso di grandi e piccole redazioni. Prospera in quei luoghi dove si stabilisce “cosa interessa alla gente”: là, dove si ignora quanto, su quelle certezze, pesino mode, interessi pubblicitari, pigrizia, suggerimenti politici. Negli anni, il pensiero unico del giornalismo evolve e si modifica, per esercitare un ruolo in fondo subalterno: essere il custode dei “dogmi” che via via prevalgono nel mondo moderno: la politica in cui destra e sinistra non devono distinguersi (altrimenti toccherebbe scendere nel dettaglio dei valori)»
Alla fine: «Da queste provocazioni, il seminario muove per svelare i veri tratti di questo sfuggente dittatore del pensiero. E per verificare la praticabilità della sfida più urgente: quella di tornare a pensare»
E’ chiaro il riferimento ai tanti giornali preconfezionati che impongono non il libero pensiero, quindi diverso, dei giornalisti che vi scrivono ma la mentalità ormai unitaria di un mondo che sta portando l’uomo all’autodistruzione. Fisica e mentale.
Noi di Riviera Oggi Srl stiamo dando il massino per “tornare a pensare” e far affermare la mentalità contraria, quella cioè che ha ispirato i pioneri del giornalismo. In compenso ci sentiamo dire: mettete quel tale articolo sul giornale on line così non compro l’edizione cartacea in edicola. Che costa 50 cent. A domani.

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