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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Mi aspetto qualche fischio, ma non mi interessa. Sto solo pensando a un finale di partita che ci veda vittoriosi. Se poi riuscissi ad essere protagonista in positivo sarebbe ancora meglio, significherebbe che mi sono preso una personale rivincita. Se faccio gol? Esulto, ci mancherebbe».
Fabio Alteri di motivi per fare un dispetto alla sua ex squadra, la Pistoiese, ne ha anche troppi. Negli ultimi tempi il rapporto con la tifoseria, quella più “calda”, si era deteriorato.
«Non ne conosco i motivi e francamente non mi importa saperli» taglia corto l’attaccante della Samb, che in merito all’esperienza in maglia arancione – 55 presenze e 10 gol dal gennaio 2005 fino allo scorso agosto (ha collezionato un “gettone” nella ripresa di Pistoiese-Lanciano 0-3, prima giornata di campionato), in mezzo la parentesi di Manfredonia da gennaio a maggio 2007 – sintetizza: «Il primo anno è stato molto positivo, poi anche a causa dell’infortunio ho avuto dei problemi. Ho vissuto un’esperienza a metà, la giudico in maniera sufficiente, né di più né di meno».
La sua ex squadra viene da una situazione di classifica e ambientale molto difficile. Che ne pensa?
«Ho saputo dell’esonero di D’Arrigo. Mi dispiace per lui, ma credo che ci possa stare. Se anche non ritroverò lui, ci saranno tutti i miei ex compagni, compresi i difensori Calabro e De Simone, con i quali ho condiviso anche i sei mesi vissuti a Manfredonia».
Partita difficile quella di domani: sia la Samb che la Pistoiese non possono permettersi di perdere.
«Si affrontano due squadre con dei problemi. Mi auguro che la sconfitta interna contro il Sorrento possa condizionarli negativamente, anche se di certo vorranno riscattarsi, peraltro davanti al loro pubblico. Dobbiamo guardare solo in casa nostra: non sarà una partita facile né per la Samb né per la Pistoiese. Speriamo che questa trasferta possa costituire la svolta della stagione, ci aiuterebbe molto a livello psicologico».
Soddisfatto finora dell’avventura alla Samb?
«No, speravo in esiti migliori, però non sono abbattuto, semmai convinto che possiamo risollevarci. Vedo grandi margini di miglioramente, anche se ci vorrà un po’ di tempo. Spero di contribuire alla crescita della squadra, fermo restando che i conti, anche in merito al mio rendimento, li faremo più avanti».
E’ ancora a secco: ritiene di essere troppo solo là davanti?
«Stiamo cercando il giusto equilibrio, anche se è indubbio che stiamo facendo fatica a costruire gioco. Se si ricevono pochi palloni è ovvio che si assottigliano anche le possibilità di segnare. Ma credo che le responsabilità vadano divise: se la difesa sta andando bene il merito è di tutti, così come se in fase propositiva stentiamo, le responsabilità non sono solo degli attaccanti. Dobbiamo oliare determinati meccanismi. La mia condizione fisica? Vengo da due partite giocate per intero, non sono al massimo, ma solo giocando ci arriverò».
Crede di essere penalizzato dall’assetto tattico adottato da mister Ugolotti?
«Ho giocato con tanti moduli, non ne prediligo uno in particolare e non credo che il mister in sede di campagna acquisti mi abbia scelto perché con me si può giocare solo con un certo schema. Cerco di fare le cose al meglio e ritengo di poter giocare anche in un altro modo. Sono discorsi comunque che non riguardano il sottoscritto, quanto l’allenatore».

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