PESCARA – Sicuramente la protagonista seppure involontaria di questa dodicesima edizione del “Premio Paolo Borsellino” è stata Clementina Forleo, il giudice per le indagini preliminari di Milano che ha ritirato il riconoscimento presso l’Auditorium De Cecco di Pescara lo scorso sabato 27 ottobre.

Dopo le lacrime che l’avevano accompagnata mentre ritirava il premio e le dichiarazioni pungenti nei confronti dei suoi denigratori, il gip di Milano ha deciso ieri di rientrare a Milano da Pescara senza la scorta, in segno di protesta a seguito della sua denuncia su pressioni e intimidazioni avute da magistrati e esponenti degli organi istituzionali su indagini di sua competenza, e delle mancate verifiche da parte dell’Arma dei Carabinieri.

Inutili i tentativi di dissuaderla da parte degli uomini della scorta di accompagnarla, così come, una volta atterrata a Milano dopo aver viaggiato da sola in aereo, Clementina è salita nell’auto del marito venuto a prenderla piuttosto che nella vettura con i Carabinieri pronti a scortarla a casa.

Sabato a Pescara, mentre ritirava il premio “Paolo Borsellino” visibilmente commossa, davanti ai microfoni aveva esordito con parole forti che avevano colto di sorpresa la platea..

«Tutti sappiamo come è morto Borsellino – queste le parole della Forleo – e quali problemi ha avuto. Credo che il suo messaggio sia più che mai attuale, quello di non cedere al ricatto dei poteri forti, qualunque colore essi abbiano e dietro qualunque colore si nascondano. Lui denunciò in un’intervista come le indagini si stavano arenando. Io voglio invitare tutti, anche i ragazzi, ad andare avanti, a non cedere a nessun ricatto».

Poi Clementina Forleo aveva fatto riferimento alle vicende personali, riferendosi a false notizie comparse sui giornali nello stesso giorno di sabato, che avrebbero screditato il suo lavoro di magistrato. «Oggi qualcuno – aveva dichiarato la Forleo tra le lacrime – ha ancora una volta tentato di delegittimare il mio operato su alcuni giornali, dandomi della pazza. E’ l’ennesimo tentativo di screditarmi, qualcuno ha voluto manipolare, ha voluto falsare, dando di me l’immagine di un fiume in piena, probabilmente di una matta che sta perdendo l’equilibrio. Quella denuncia è agli atti e spero che quanto prima venga pubblicata. Spero anche – aveva concluso il magistrato – che il potere mediatico non faccia il gioco di questi poteri forti».

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