VAL VIBRATA – Case di riposo in Val Vibrata in condizioni precarie. La denuncia, ad opera del “Comitato per la salute in Val Vibrata” è stata esposta in una lettera inviata qualche tempo fa al Presidente della Giunta Regionale, al Presidente dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata, ai Sindaci di Nereto, Civitella del Tronto e S.Omero, e ai Consiglieri regionali teramani, affinché prendessero coscienza della situazione e si prodigassero ad intervenire.

«A distanza di alcune settimane, – ha dichiarato Alberto Pompizi, presidente dell’Associazione – nessuno degli interpellati ha ancora risposto al nostro appello e le tre strutture che ospitano gli anziani nella Val Vibrata continuano a rimanere in uno stato di precarietà, sia amministrativa che economica. La gestione da anni è affidata a dei commissari delegati, contravvenendo ad una legge regionale che invece limita il periodo di amministrazione provvisoria a soli sei mesi.

In particolar modo, la casa di riposo di Sant’Omero versa in gravi condizioni di degrado, in quanto i 30 ospiti vivono in una struttura fatiscente, costretti a condividere la stessa stanza con altre 5 o 6 persone. A Nereto invece, l’assistenza agli anziani si regge unicamente sulle spalle dei lavoratori socialmente utili, con tutti i disagi che questo comporta.

Mentre nel Nord Italia alle case di riposo viene riconosciuta dalle Regioni una retta giornaliera di 35 Euro ad ospite, in molte realtà abruzzesi si deve invece costatare un totale abbandono da parte delle istituzioni, e numerose strutture si reggono miseramente solo grazie alle rette degli ospiti».

Sulla mancanza di provvedimenti adeguati – ha proseguito Pompizi – , le responsabilità sono continuamente rimbalzate tra Comuni, Regione e Asl locali. «In questo modo, mentre gli enti continuano a litigare attraverso vie legali sulla proprietà di tali strutture, – e quindi sulla competenza di erogazione dei fondi – molte persone anziane subiscono le conseguenze di queste estenuanti lungaggini amministrative.

«Attualmente, in Val Vibrata, solo la casa di riposo di Civitella del Tronto – ancora amministrata da un Commissario a suo tempo nominato dall’ex giunta regionale di centrodestra – riceve una retta regionale, in seguito all’accreditamento di oltre 30 posti letto per “disabili”, che permette di seguire con maggiore dignità e con personale qualificato gli ospiti della struttura».

E intanto, mentre gli esponenti politici chiamati in causa per cercare di risolvere la questione restano in silenzio e stanno a guardare, cresce l’indignazione della gente comune, che si chiede come mai persone elette con il voto dei cittadini e incaricate di risolvere i loro problemi, possano permettere che persone anziane, deboli e indifese, debbano completare il proprio ciclo della vita in tali precarie condizioni.

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