GROTTAMMARE – Giuliano Vitaletti è consigliere comunale del gruppo di maggioranza “Solidarietà e partecipazione”, in rappresentanza della Margherita. Banchiere, è vicepresidente da sei anni del Circolo per anziani di Zona Ascolani. Da Riviera Oggi n. 698.

Signor Vitaletti, un anno fa siete usciti dalla maggioranza. Perché? «Siamo usciti per scarsa visibilità all’interno dell’amministrazione. Personalmente, da segretario del Partito, sono entrato in consiglio di amministrazione un anno fa, nella triste occasione della scomparsa di Gino D’Ercoli. Posso dire che tutte le richieste che abbiamo portato avanti, sono state accettate e, durante la nostra assenza, sono state messe a punto».

Qualche esempio? «Richieste semplici, possibili, come ad esempio l’aggiunta di panchine in Piazza Carducci, o dei raccoglitori per i rifiuti, i dissuasori di velocità… Cose che possono sembrare piccole, rispetto alla realizzazione di un teatro, ma in nessun modo marginali. Zona Ascolani è stata ulteriormente qualificata, grazie anche al teatro delle Energie o alla Palestra dell’Itg».

Siete poi rientrati all’interno dell’amministrazione. «Dopo una riunione degli iscritti è emersa la volontà di rientrare, confermando la fiducia alla maggioranza».

Quindi considerate i risultati raggiunti dall’amministrazione positivi? «Ottimi: i programmi sono stati completati per più del 90%. Non è da ultimo, ad esempio, il sottopasso ferroviario che collega la Statale 16 al Lungomare. La densità demografica negli ultimi anni è aumentata sensibilmente, sono stati superati i 15.000 abitanti: un motivo ci sarà. È un’amministrazione attenta, seppur costituita da diversi schieramenti politici».

Come sono i rapporti con l’opposizione? «L’opposizione serve alle critiche costruttive e, quando ci sono, insieme si riesce a trovare una sintesi alle problematiche. La maggioranza è sempre stata obiettiva, se è stato fatto qualcosa di sbagliato e l’opposizione lo ha fatto notare, siamo tornati sui nostri passi. Credo che se un’opera è valida, lo è sia per la destra che per la sinistra; a volte però ci si arrampica sugli specchi, pur di “andare contro”: quella non è un’opposizione costruttiva».

Che ne pensa dell’Unione dei Comuni? «Vengo da Ancona, il capoluogo, ma Grottammare non la cambierei per niente al mondo. È vero che l’unione fa la forza e che spesso porta dei risultati. Dovrebbe essere ben studiata e, soprattutto, sempre se ha come scopo l’interesse per i cittadini. Spesso occorrerebbe fare amministrazione, senza far politica».

Per quanto riguarda i parcheggi? «Non c’è una reale mancanza di parcheggi, è la gravosa quantità di auto, che è incrementata e il fatto sintomatico è, ad esempio, di voler andare a comprare le sigarette sotto casa con la macchina. I parcheggi ci sono, basta saperli usare».

E il Porticciolo turistico? «Era stata una richiesta della Margherita. È stato fatto notare che realizzare un porticciolo piccolo e mal fatto, a 3 chilometri da un porto come quello di San Benedetto, non valeva la pena. Deve essere ben progettato e, probabilmente, sarà una fra le nuove scelte dell’amministrazione».

Chiederete, per il futuro, più spazio in giunta? «Siamo ancora in itinere, si sta formando il nuovo Partito Democratico, con le elezioni del 14 ottobre. È prematuro parlarne, si deve ancora decidere chi entrerà, chi si candiderà».

Ma confermerete la fiducia a Merli? «Personalmente, si. È ovvio poi che si valuterà il programma, che deve essere migliorativo per la città, per rendere sempre più vivibile il paese. C’è sempre da perfezionare, altrimenti non si farebbe più politica. Credo inoltre che occorre preparare un programma aperto ai giovani, che non vanno lasciati allo sbaraglio, ma inseriti in un contesto che permetta loro di impegnarsi, anche in politica».

Avete già idee in questo senso? «Occorre avviare una integrazione tra anziani e giovani: i primi non sono un peso, ma una risorsa. Hanno affrontato le avversità con serenità, senza palmari, play station, l’hanno affrontata grazie ai valori morali profondi. Ci hanno lasciato un paese libero, con solide fondamenta. Non so se la nostra generazione riuscirà in questo senso: per questo ci occorre anche la loro esperienza».

Lei si ricandiderà alle prossime elezioni? «Se servirà, si. Ma, come ho detto, sarei più soddisfatto se qualche giovane entrasse in politica. In questo caso continuerei a dare il mio contributo attraverso la vita di quartiere».

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