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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per ora si respira, ma l’inverno sarà il periodo “caldo” per i tassi di inquinamento nell’aria a causa delle emissioni provenienti dagli impianti di riscaldamento domestici. Non siamo lontani dalla soglia d’allarme sulla concentrazione di micro polveri Pm10 nell’aria. Secondo i dati raccolti dalla centralina di piazza Kolbe dal primo gennaio ci sono state 29 giornate con un tasso di polveri nell’aria superiore al valore limite di 50 microgrammi per metro cubo, stabilito dal decreto legge 60 del 2 aprile 2002. Il grosso di queste giornate particolarmente inquinate risale a gennaio e a febbraio scorsi.
Dopo il trentacinquesimo superamento il sindaco sarà obbligato ad adottare misure di contenimento.
Ottobre è stato un mese atipico (VEDI DOCUMENTI ALLEGATI), con un’alta concentrazione di valori troppo alti nei primi giorni (il 3, il 4, il 6 e il 7 ottobre): stranamente un evento del genere si è verificato anche di domenica.
Poi più nulla. Aria pulita? Oppure è merito dell’azione delle frequenti piogge recenti, che favoriscono la deposizione delle polveri e la loro caduta per forza di gravità? Oppure c’è stata l’azione di variabili ancor di più vasta scala, come il vento, slegate dalle fonti di inquinamento locali?
Dal Servizio Ambiente del Comune il dirigente Fausto Mozzoni sembra propendere per questa ipotesi: «Quello delle Pm10 è argomento complesso, comunque il Comune sta mettendo in atto campagne di educazione alla mobilità alternativa anche prima che si arrivi ai livelli di emergenza».
Le Pm10 possono rimanere sospese nell’aria per molti giorni e vengono trasportate a grandi distanze. Nella letteratura scientifica si parla anche di nubi provenienti dall’Africa e da alcune zone vulcaniche; nelle Marche, secondo i dati 2006 dell’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale, ci sono città come Porto Sant’Elpidio molto più piccole di San Benedetto ma con un tasso di inquinamento maggiore, 79 sforamenti contro i 56 della nostra città. La centralina di rilevazione di Senigallia, sempre nel 2006, ha rilevato ben 187 sforamenti.

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