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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Non posso e non ho motivo per rassegnarmi. Credo nel gruppo e nello staff tecnico, ma soprattutto sono convinto che la classifica sia bugiarda. Questa non è la vera Samb».
Gianni Tormenti all’indomani dello scialbo pareggio casalingo contro il Crotone non si abbatte. Accetta le critiche, ma intende ribadire con forza concetti già espressi nel recente passato: la squadra ha dei valori e verranno fuori.
Partiamo dalla questione arbitraggi. State già lavorando per il dossier da presentare in Lega cui ha fatto riferimento domenica pomeriggio?
«Ho dato mandato per preparare dei documenti filmati: riteniamo di essere stati penalizzati in questo primo scorcio di campionato e lo faremo sapere agli enti preposti. Se poi ci diranno che sbagliamo ok, pazienza».
Alcuni tifosi le pensano che quello degli arbitraggi è un argomento fatto vostro per sviare dalla mancanza di risultati.
«Assolutamente no. Sono due cose distinte. Abbiamo dei problemi, l’ho sempre ammesso, ma questo non vuol dire che gli arbitri sono giustificati a penalizzarci. Chiediamo giustizia e crediamo sia un atto dovuto alla città, alla squadra e alla società. Non ho comunque mai detto che senza determinati episodi a quest’ora avremmo 8 o 10 punti in più in classifica».
La Curva Nord prima della partita con il Crotone ha distribuito un volantino. Scrivono, tra le altre cose: “quello che più ci dà fastidio è che ai vertici della società si fa finta di nulla. Siamo in zona play out e si promettono mari e monti. Un po’ di rispetto per i tifosi”.
«Devo ammettere che non ho letto il loro volantino. Sabato abbiamo avuto un colloquio con alcuni di loro, ci siamo chiariti. Siamo consapevoli della situazione che viviamo, non stiamo promettendo niente. Abbiamo sicuramente commesso degli errori. Quando si lavora è più che normale cercare di migliorarsi, ecco perché abbiamo detto che volevamo superare i risultati ottenuti l’anno passato. Siccome però stiamo disattendendo quanto promesso in estate, adesso è meglio stare zitti, tanto che non mi sono permesso di parlare di play off o di settimo posto. La realtà è sotto gli occhi di tutti, fermo restando che resto convinto del valore della squadra e non intendo rassegnarmi. Siamo comunque i primi a essere amareggiati e dispiaciuti per questa situazione».
Torniamo a discorsi prettamente tecnici: i problemi della Samb sono di natura psicologica, oppure manca la qualità un po’ in tutti i riparti?
«Propendo più per la prima. Se prendiamo l’anno scorso abbiamo cominciato a fare vedere del bel gioco sono quando la nostra posizione di classifica era tranquilla, con almeno otto o nove squadre sotto di noi. Purtroppo non riusciamo a scrollarci di dosso certe paure. Sono convinto che usciti da questa situazione vedremo un’altra Samb».
Una considerazione sul pareggio contro il Crotone. Alla vigilia sperava che la sua squadra osasse qualcosa in più rispetto al recente passato. Non è successo.
«Abbiamo fatto poco in avanti, è vero, però di fronte avevamo un avversario tosto. Non era facile e comunque credo che con la posizione di classifica che occupiamo un pareggio aiuta classifica e morale».
Samb troppo rinunciataria: Ugolotti, magari anche inconsciamente, teme per la sua panchina?
«Deve chiederlo a lui. Per quanto mi riguarda il nostro allenatore non è in discussione. L’ho ribadito più volte».
Adesso vi aspetta un doppio impegno in trasferta.
«Faccio una considerazione generale: tolto il Gallipoli inizieremo ad affrontare formazioni come Pistoiese, Juve Stabia e Massese, quindi più alla nostra portata. Magari se fino ad ora a livello psicologico eravamo bloccati dal nome delle avversarie, adesso siamo obbligati a sbloccarci».

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