SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Applausi prima dell’inizio della partita, applausi ancora più convinti dopo il 90’: Emanuele Concetti, nonostante abbia vestito la maglia rossoblu sei mesi appena – dal gennaio al giugno 2006 – ha lasciato un buonissimo ricordo a San Benedetto. Potere di una stagione tribolata, di più, assurda. Squadra in autogestione, senza stipendi, senza il sostegno societario, sorretta solo dall’amore della tifoseria.
«Sicuramente per me è stata una bellissima cosa. E’ un po’ che gioco, ma è la prima volta che mi capita. So che qui sono abituati molto bene, che è difficile che ricordino un giocatore con tanto affetto».
Sulla partita Concetti sintetizza: «Ho visto una buona Samb che non merita la posizione in classifica. Con questo pubblico credo che potrà guadagnare la salvezza senza problemi. La spinta del pubblico in casa sarà fondamentale».
I colleghi calabresi gli chiedono: un Crotone che in trasferta fa fatica? «Quando si gioca fuori casa le squadre ci aspettano e si chiudono. Troviamo dei problemi perché non riusciamo a fare il gioco che esprimiamo in casa. Anche noi forse oggi abbiamo aspettato troppo, non affrontando la Samb a viso aperto, ma questo non è un campo facile. Il colpo di testa di Morini? La palla è finita dieci centimetri più in là del palo alla mia destra. Siamo stati disattenti a farci sorprendere da un giocatore basso come lui».
Da ultimo Concetti esprime il suo parere sull’azione che al 90′ ha visto Alteri bloccato da due compagni di squadra al limite dell’area: «Bisognerebbe rivederla, sono cose che capitano. Il fatto che eravamo in due poteva far pensare all’arbitro al rigore, ma se lui non lo ha visto è meglio così».

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