SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ma a chi interessa, in realtà, la crisi del settore agro-ittico industriale? Che le fabbriche chiudano (ultimo caso l’Arena a Grottammare), che non ci siano prospettive di rilancio, che tutti i buoni propositi finiscano nella solita palude del politichese?
Alcuni operatori del settore tentano l’ennesima, generosa, auto-organizzazione. Come quella proposta da Nazzareno Ascani della Marchefrutta, operatore del Centro Agroalimentare (di cui possiede, tra l’altro, una piccola quota): venerdì, nella sala convegni della struttura di via Valle Piana, alle 17, è infatti convocato un incontro indetto dal Comitato promotore dell’Agro-Ittico Piceno (per info cds79@libero.it).
«Da anni vengono proposte idee che però non vengono mai sviluppate perché da noi si agisce sempre individualmente» spiega Ascani: «Se non ci uniamo in una serie di proposte, allora il nostro futuro è segnato».
Le parole all’ordine del giorno sono quelle che, da anni, vengono ripetute nell’importante settore economico: economia in filiera, specializzazioni, logistica integrata, marchio d’area. Parole che però cadono nel vuoto per problemi organizzativi oltre che di volontà politica.
Prendiamo il Coico (Comitato di Indirizzo e Coordinamento del distretto agro-ittico industriale): l’attuale presidente è Francesco Vagnoni, sindacalista Cgil, il quale può avere mille qualità, ma equivale ad un Epifani alla presidenza della Confindustria.
Ma questa è solo la punta dell’iceberg: lo stesso Centro Agroalimentare è desolantemente sotto utilizzato. Tanto che alcuni operatori del settore, stanchi del perdurante lassismo scrivono: «Molti commercianti del nostro comprensorio preferiscono dirigersi a Pescara per i loro acquisti; gli operatori del settore agroalimentare di Ancona si recano anch’essi a Pescara non considerandoci affatto: sapranno della nostra esigenza?».
C’è rabbia e delusione, pensando ai miliardi spesi all’epoca (fu inaugurato nel 1997) e a tutto il denaro pubblico male impiegato successivamente per una struttura che è in stragrande maggioranza pubblica (Comune di San Benedetto, Provincia, Regione, Comune di Monteprandone), il cui attuale presidente è Carlo Cicconi, in scadenza, come tutto il consiglio di amministrazione, il prossimo aprile.
«Il Comitato vuole difendere i diritti di imprenditori di tutti i settori, dei lavoratori. Ci dobbiamo rimboccare noi stessi le maniche» dice Ascani. Non ascoltarlo potrebbe essere grave. Ma vogliamo capire cosa accade: per noi l’inchiesta è solo all’inizio.

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