SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’Organismo di Partecipazione, assieme alle libere forme associative operanti nel territorio ed alla cittadinanza tutta, è ancora in attesa della nomina da parte del Consiglio Comunale del nuovo Difensore Civico della Città di San Benedetto del Tronto.
Sono ormai trascorsi quatto mesi dalla scadenza naturale del mandato che fino al 30 giugno scorso è stato ricoperto dall’avvocato Luca Cossignani ed è già trascorso diverso tempo da quando lo stesso Organismo di Partecipazione, a seguito dell’assemblea generale, ha comunicato la designazione della terna dei candidati da proporre al Consiglio Comunale.
La designazione dei candidati alla nomina di Difensore Civico è stata particolarmente curata e sentita dall’Organismo di Partecipazione e dalla stessa assemblea sia per l’alto numero dei candidati che hanno presentato domanda sia per la loro autorevolezza.
«Il Difensore Civico è figura di primaria importanza in quanto svolge un ruolo di garante dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini, ricoprendo il ruolo di interlocutore primario e privilegiato a servizio della collettività.
Pertanto – afferma il presidente dell’Organismo di Partecipazione Alessandro Mancini – si ritiene che la terna designata e composta dagli avvocati Valentina Leccesi, Emanuela Fioretti e Sergio Gabrielli garantisca quella operatività giuridico-amministrativa, unita a quella maturità adeguata all’esperienza professionale ed appartenenza alla cultura socio-economica e socio amministrativa del nostro territorio, oltre che favorire la rappresentanza delle quote rosa nelle sedi istituzionali.
Nell’auspicare che la nomina alla carica del nuovo Difensore Civico della nostra Città venga inserita nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale e che nello stesso Consiglio se ne proclami l’elezione, dando così un significativo segnale di apertura all’intera cittadinanza ed alle realtà associative e partecipative, ci auguriamo – continua Mancini – che l’amministrazione possa trovare un’adeguata ubicazione dell’ufficio del Difensore Civico – ad esempio in uno dei locali posti al piano terra della civica residenza a diretto contatto visivo con l’opinione pubblica – nel quale lo stesso potrà svolgere le proprie funzione in completa autonomia».

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