ANCONA – La Regione Marche e UniCredit Banca d’Impresa Spa hanno firmato ieri il contratto che consente di attivare ulteriori contributi per l’attuazione degli interventi a sostegno delle imprese e dei comuni delle Marche colpiti da episodi alluvionali del settembre 2006. L’alluvione si abbatté su Ancona sud, coinvolgendo i Comuni di Osimo, Castelfidardo, Camerano e Offagna. L’istituto di credito è stato individuato a seguito di un’apposita gara.
L’operazione finanziaria consiste in anticipazioni per 30 milioni di euro che il presidente della Regione Gian Mario Spacca, commissario delegato per il superamento dell’emergenza, potrà utilizzare in due tranche di 15 milioni di euro ciascuna, entro la fine del 2007 e i primi sei mesi del prossimo anno.
L’anticipazione oggetto del contratto sottoscritto ieri verrà rimborsata a UniCredit Banca d’Impresa Spa entro trenta mesi attraverso l’accensione di due mutui con decorrenza, rispettivamente, 2008-2022 e 2009-2023. Gli oneri di questi mutui sono, come stabilito dalla Finanziaria 2007, a totale carico dello Stato.
L’operazione fa seguito a quella di fine settembre che la Regione Marche aveva attivato con Banca Opi e che aveva consentito l’utilizzo di circa 16 milioni di euro per i primi contributi ai territori colpiti.
«In pocho tempo siamo passati dalle parole ai fatti – ha commentato Spacca – e ciò malgrado le complesse procedure previste dalla legge Finanziaria nazionale. Le risorse che mettiamo a disposizione sono molto importanti per il sostegno e lo sviluppo del distretto colpito dall’alluvione dell’anno scorso. Quello a sud di Ancona è infatti un polo produttivo tra i più dinamici del panorama regionale, caratterizzato da imprese eccellenti».
«Questa operazione – commenta Claudio Strocchi, Responsabile della Condirezione Regionale Marche e Romagna di UniCredit Banca d’Impresa – rinnova il nostro concreto supporto alle aziende colpite dall’alluvione. Questo nostro contributo mette il presidente Spacca nelle condizioni di erogare gli aiuti pubblici previsti, evitando che l’allungamento dei tempi comprometta l’efficacia dei contributi».

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