SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non occorre essere geni della finanza per capire come il Consorzio Turistico Riviera delle Palme sia un investimento a perdere per i Comuni soci, in primis per il Comune di San Benedetto. A meno che non ci sia un netto cambiamento nella gestione, e sarà questo che si chiede al presidente Alessandro Zocchi in carica da due mesi.
L’ente è in perdita fisiologica perché i costi ordinari sono più alti delle entrate annuali, cioè delle quote versate dai soci pubblici e privati e dei contributi della Regione Marche. Il gap annuale è di 30 mila euro.
La proiezione del bilancio al 31 dicembre parla di 68 mila euro di perdita, su cui influiscono ancora spese da ammortare per investimenti sbagliati e mostre varie del passato recente.
I revisori dei conti hanno suggerito al Comune di ricapitalizzare la società consortile, come successo nel recente passato sotto la gestione del commissario prefettizio.
E allora andiamo a vedere quali sono le attività di base dell’ordinaria amministrazione del Consorzio, specificando che il presidente Zocchi e il consiglio di amministrazione non stanno percependo compensi e che sembra essere passata almeno a parole una linea di austerity.
Fra i 160 mila euro di spese fisse annue ci sono 35 mila euro per la stampa dei listini prezzi degli operatori turistici del comprensorio.
Che la spesa annua sia eccessiva è stato detto in maniera bipartisan nell’ultima commissione Bilancio del Comune.
Serve un “carrozzone” che spende più di quello che guadagna, impegnando due volte i bilanci dei soci (per le quote e per ripianare le perdite)? Serve un ente che svolge delle funzioni che possono essere assolte dal Comune di San Benedetto? Lanciamo una provocazione: forse avrebbe senso un Consorzio fra i Comuni più piccoli del comprensorio, che potrebbero trovarvi una forza comune per i costi di promozione. San Benedetto non ha bisogno di un doppione del suo ufficio Turismo comunale, se deve spendere più soldi rispetto ai contributi che arriverebbero comunque dalla Regione.

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