SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La giunta Martinelli stava per svendere sottocosto due immobili comunali: lo dicono i testimoni più incontrovertibili, cioè i documenti e i numeri. Poi tutto si bloccò per l’annullamento di un appalto.

Ora un ex assessore di quella giunta – il forzista Giovanni Poli – torna sull’argomento, fornendo spiegazioni che contestiamo nel merito, non nella buonafede con cui sono state rese. Ma esprimeremo il nostro diritto dovere di critica in un altro articolo [CLICCA QUI].
Ora possiamo dire che l’amministrazione comunale di Giovanni Gaspari forse si sta accingendo ad aumentare le tasse comunali nel 2008, ma in questo 2007 ha concretamente già fatto esultare le tasche dei contribuenti sambenedettesi. Perché? Per aver venduto a un prezzo conveniente per il Comune due immobili fino a poche settimane fa di proprietà del Comune stesso, cioè l’edificio di via Paolini 18 – già sede della Capitaneria di Porto – e un edificio in via Cairoli 28, conosciuto come “ex Macello”.
E proprio un macello – per dirla con l’uomo della strada – o quantomeno un pasticcio è ciò che stava per compiere la giunta Martinelli nel 2003, fidandosi di una stima sintetica dei due immobili, che li valutava molto meno del loro valore di mercato. Un valore minore di quasi tre volte rispetto al valore stimato nel 2007 per l’ex Capitaneria (312.864 euro contro gli 860 mila euro valutati nel 2007), un valore minore di quasi la metà per l’ex Macello (138.011 euro contro 263.250 euro). Poi, per i rialzi durante le recenti aste [CLICCA QUI], i due immobili sono stati venduti rispettivamente a 1.149.132 euro e 398.744 euro.
Sono passati quattro anni, ma nel centro di San Benedetto gli immobili hanno subito una grossa rivalutazione. E poi qualcuno parla di mercato immobiliare in crisi…
In realtà la giunta Martinelli stava per compiere un grosso errore vendendo beni comunali sottocosto a dei privati, all’interno di una permuta con una ditta edile che avrebbe dovuto costruire la nuova scuola media Curzi. Una permuta che fra l’altro comprendeva anche la sede della vecchia scuola Curzi in via Golgi e le scuole elementari del Paese Alto “Borgo Trevisani” e “Castello”. Questi due ultimi edifici furono esclusi dal novero dei beni dismissibili nel marzo del 2005, dopo una battaglia da parte di Allenza Nazionale all’interno dell’allora maggioranza, da parte dell’opposizione di centrosinistra e da parte dei comitati di quartiere. Nel frattempo alcuni mesi prima era stato annullato l’appalto alla ditta edile.

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