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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Qualsiasi cosa affermi il sindaco, non ci stiamo affatto piangendo addosso. L’ospedale di San Benedetto rischia serie penalizzazioni nella pianta organica dei dipendenti e i recenti atti della giunta regionale lo dimostrano». E’ il messaggio lanciato da alcuni esponenti di Alleanza Nazionale, cioè Giorgio De Vecchis, Benito Rossi e Vincenzo Amato, all’indomani dell’approvazione della mozione De Vecchis in Consiglio comunale che impegna il sindaco a tutelare la qualità dell’offerta sanitaria locale contro ogni proposta di riduzione non condivisa.
E soprattutto all’indomani della delibera 1114 della giunta Spacca, vero oggetto del contendere per An: «E’ l’atto che concretamente dà il via libera all’azienda sanitaria provinciale riunita. Siamo stati buoni profeti, purtroppo», afferma De Vecchis. La delibera delle giunta regionale parla di “gestione integrata sperimentale tra l’ospedale Mazzoni di Ascoli e l’ospedale Madonna del Soccorso di Ascoli”.
Non del famoso “nuovo ospedale di vallata” si tratta, ma di una gestione che secondo An penalizzerà sia la riviera che il capoluogo. Primari divisi a metà, personale ridotto qui e lì in Oculistica, Pediatria e Cardiologia, una riduzione dell’offerta sanitaria che paradossalmente causerebbe maggiori costi per il sistema sanitario regionale in virtù dell’aumento della mobilità passiva extraregionale, ovvero del numero dei marchigiani che vanno a curarsi fuori regione perché qui non hanno l’offerta cercata.
Questi secondo An gli scenari futuri. Benito Rossi dice che «Gaspari appare rinunciatario, come se avesse votato la mozione De Vecchis controvoglia. Il nostro ospedale è già sottodimensionato e il sindaco dovrà rispettare la volontà dell’intero Consiglio comunale di non assistere inermi a un ulteriore declassamento. Non ci interessano le dinamiche di potere del centrosinistra regionale». Amato afferma che il dirigente dell’ospedale Petrone sarebbe già pronto alla «messa in liquidazione del nosocomio. Noi non abbiamo cambiali politiche da pagare e ci opporremo con ogni mezzo».

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