SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Aria di bufera nel centrodestra: la Democrazia Cristiana per le Autonomie attacca la Cdl e la paragona ad una “ribollita” con «partiti vecchi e, ormai, incapaci di contenere un dissenso che non diventi una scissione». Questo il commento di Raffaele Tassotti (segretario provinciale del partito) e di tutto il comitato comunale della DcA che, dopo l’esclusione dalle riunioni della Cdl, ha deciso di non associare più i propri voti a quelli del centrodestra. «La Dc per le Autonomie – commenta Tassotti- è un partner strategico per la Cdl. Lo ha affermato recentemente il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che dalla Dc di Rotondi ha ricevuto lo scorso anno “la tessera d’oro numero uno” ed addirittura per questo considera la DCA un po’ il suo partito». Le cose, però, cambiano a livello locale:« Noi vediamo due concezioni del centro-destra: per alcuni basta la quaterna del ’94, Forza Italia, Lega, An e Udc, e l’unico problema è recuperare la carta che manca e, cioè, l’Udc. Se così è, non abbiamo più niente da dirci: arrivederci e buona fortuna. Purtroppo c’è chi davvero crede che il nostro sia un partito vassallo, il cui consenso è sempre scontato. La nostra lealtà verso Berlusconi è sempre totale, ma di questo centro-destra a San Benedetto del Tronto non ci piace più nulla».

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