GROTTAMMARE – Anche la Perla dell’Adriatico entrerà nel club “I borghi più belli d’Italia”? Durante l’ultimo consiglio comunale del 27 settembre l’assessore alla Cultura e Ambiente ha proposto l’adesione al club de “I borghi più belli d’Italia”, sottolineandone i vantaggi dal punto di vista della comunicazione. Si tratta di una associazione coordinata dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che al momento raggruppa 54 cittadine.
I cui nomi sono spesso sconosciuti ai più: piccoli scrigni lontano dai flussi turistici di massa ma sicuramente molto affascinanti. Vi suonano familiari, ad esempio, Cetona e Montescudaio (Toscana), Atrani e Furore (Campania), Gradella e Oramalla (Lombardia)? Oppure Chianale (Piemonte), Geraci Siculo, Orvinio (Lazio), Arquà Petrarca (Veneto), Fagagna (Friuli)?
Mai sentiti nominare, probabilmente. Piccoli borghi ancora immacolati. Per citare i dieci paesi marchigiani al momento compresi nel club dei “Borghi più belli d’Italia”, troviamo Corinaldo, Esanatoglia, Gradara, Montefabbri, Montefiore dell’Aso, Montelupone, Moresco, San Ginesio, Treia, Visso.
Quali sono i vantaggi di iscriversi al club? Innanzitutto una visibilità particolare, e l’inserimento nel circuito. Ma oltre questo, esistono iniziative quali la “Borghi Card”, con la quale i negozi dei paesi associati possono fare particolari sconti alla clientela; oppure la divulgazione delle iniziative turistiche e culturali della propria cittadina; infine, una serie di eventi organizzati dalla stessa associazione che di volta in volta si svolgono nei diversi borghi visitati.
Qualcuno si dirà: ma Grottammare con i suoi 15 mila abitanti non è un po’ troppo grandicella per entrare all’interno di una associazione di micro-città? Non sembra. Fra gli aderenti, ad esempio, risultano città di medie dimensioni come Otranto. Inoltre Grottammare, per la sua configurazione urbanistica, ha, di fatto, il vecchio incasato, che è quello che interessa ai fini associativi, isolato rispetto al resto della città. Così come accaduto per Montefabbri, nel pesarese, che altro non è che una frazione della già piccola Coldorbolo, anche per Grottammare la visita degli esperti dell’associazione dovrà avvenire anche per una parte della città.
Per il centro storico di Grottammare, fino a quindici anni fa abbandonato e decadente, sarebbe una ulteriore “stella” di qualità. Già oggi l’incasato va ripopolandosi e sono diversi gli stranieri che, dopo aver acquisito i casolari dell’interno del Piceno, si stanno orientando all’acquisto delle abitazioni dalle parti del Teatro dell’Arancio.

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