SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Quello della partecipazione civica per l’amministrazione Gaspari è un falso mito, che va sfatato. Le scelte per la città vengono fatte solo all’interno del Palazzo. Questo è uno dei contenuti su cui daremo battaglia». Prendiamo spunto da questo concetto espresso dal consigliere comunale di Forza Italia Andrea Assenti per esprimere un punto di vista sulla situazione attuale del centrodestra sambenedettese.
Un’opposizione che mostra esteriormente di essere ricompattata dopo la dura “elaborazione del lutto” della sconfitta elettorale del 2006: An e Forza Italia affermano di voler ricominciare un percorso di unità di intenti, l’Udc invece si mantiene defilato comunicando all’ultimo momento via Sms che non avrebbe partecipato alla recente riunione interpartitica del centrodestra, dopo un assenso iniziale.
Ebbene, se i consiglieri comunali di opposizione vogliono sfatare il falso mito gaspariano della partecipazione civica nelle scelte dell’amministrazione, quale migliore occasione dell’assemblea pubblica sui progetti per viale De Gasperi e Piazza Matteotti dello scorso giovedì sera all’auditorium comunale? Perché l’hanno disertata? Perché hanno lasciato il monopolio della critica ad esponenti del centrosinistra cittadino come Pierluigi Addarii e Giorgio Mancini e la difesa d’ufficio dei progetti ai vari Giancarlo Vesperini, Paolo Canducci, Daniele Primavera? Quella assemblea non era forse il momento ideale per manifestare le perplessità pur condivisibili di cui ha parlato l’ex assessore forzista ai Lavori Pubblici Giovanni Poli (materiale scivoloso per il nuovo marciapiede est, viale double face, carreggiata per le auto ristretta)?
Gli uomini del centrodestra cittadino devono capire che la politica non si fa solo in un Consiglio comunale purtroppo vuoto di partecipazione civica, o sui giornali. Si fa anche in mezzo alla gente, seppur poca, di un’assemblea civica. O forse l’assemblea è stata disertata per non doversi difendere dalle critiche che molti hanno prevedibilmente espresso sul lavoro fatto dalla passata amministrazione sul lato ovest di viale De Gasperi?
Al momento, dopo la conferenza stampa congiunta di An e Fi di sabato, questo centrodestra dà un’impressione di scarsa grinta, scarsa capacità propositiva, persino scarsa voglia di cavalcare gli errori – e ce ne sono, è fisiologico – dell’amministrazione comunale. Si, ci sono i riferimenti alle tasse che aumenteranno, c’è il solito attacco contro i sistemi di nomine nelle società partecipate – come se fosse una novità assoluta nel panorama politico nazionale e locale – e contro le consulenze esterne del Comune; Gaspari viene tacciato di populismo da Bruno Gabrielli, con critiche che però non si discostano tanto dalle accuse imputate al sindaco, quando si scagliano contro i 500 mila euro e rotti spesi per gli eventi estivi.
E’ da un po’ che il centrodestra sambenedettese non “scende in strada”: le ultime battaglie, giuste o sbagliate che siano, fatte a fianco della gente risalgono a maggio (la Torre all’Agraria, le zone blu sul lungomare). Ora c’è all’ordine del giorno la polemica sulla riorganizzazione dei settori comunali: ebbene, se veramente crede che sia sbagliata o controproducente, perché con il centrodestra al governo gli uffici funzionavano così com’erano, dia segnali forti, faccia arringhe decise. Recuperi il contatto con la gente, esca dal Palazzo, dalle pagine del giornale o dalle sezioni di partito, vada nelle assemblee, o meglio le convochi.
Cerchi di fare presa sugli elettori indecisi, sui non schierati, sui disinteressati alla politica. Eviti il pericolo dell’autoreferenzialità.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 688 volte, 1 oggi)